Login
Spettacolo e Cultura * 15-Tempo-04 venerdì 16 aprile 2010
Spettacolo e Cultura
DALLA LIBRERIA DI CARLOTTA
IL TEMPO… PER LEGGERE
a cura di Carlotta Pistone

CLARE E IL SUO FUTURO IN HENRY. HENRY E IL SUO FUTURO IN CLARE
Brani scelti da “La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo”, di Audrey Niffenegger

INDIFFERENZA, SOLITUDINE, AFFLIZIONE: TRE PERSONAGGI
Brani scelti da “Gli ultimi giorni”, di Raymond Queneau

DIRETTAMENTE DALLA PENNA DI JULES VERNE, ALCUNE RIGHE DEL ROMANZO
Brani scelti da “Il giro del mondo in 80 giorni”, di Jules Verne

FANTASMA D’AMORE: UNA PASSIONE OLTRE I LIMITI DEL TEMPO
a cura di Diletta Gatti

L’ATTORE .. CHE PAZIENZA!
di Alessandra Basile

PASSO, RESPIRO, COLPO DI SCOPA
di Giuliana Dea

IL TEMPO DELLA LETTERATURA E DEL CINEMA
di Federica Flisio

IL TEMPO FILOSOFICO
di Marco Menna


         
 
DIRETTAMENTE DALLA PENNA DI JULES VERNE, ALCUNE RIGHE DEL ROMANZO
Brani scelti da “Il giro del mondo in 80 giorni”, di Jules Verne
a cura di Carlotta Pistone

LA SCOMMESSA

- Scommetto, contro chi vorrà, ventimila sterline che farò il giro del mondo in ottanta giorni al massimo, ossia in millenovecento ore o centoquindicimiladuecento minuti. Accettate?
- Accettiamo – risposero Stuart, Fallentin, Sullivan, Flanagan e Ralph, dopo essersi consultati.
- Bene, - disse Mr Fogg. – Il treno per Dover parte alle otto e quarantacinque: lo prenderò.
- Questa sera stessa? – domandò Stuart.
- Questa sera stessa, - rispose Phileas Fogg. – Dunque, - soggiunse, consultando un calendario tascabile, - poiché oggi è mercoledì 2 ottobre, dovrò essere di ritorno a Londra, in questo stesso salotto del Reform Club, sabato 21 dicembre, alle otto e quarantacinque della sera, altrimenti le ventimila sterline attualmente depositate a mio credito presso i Fratelli Baring vi apparterranno, signori, di fatto e di diritto. Ecco un assegno per l’importo di tale somma.
Immediatamente i sei cointeressati redassero e firmarono un verbale della scommessa. Phileas Fogg era rimasto impassibile. Certo, non aveva scommesso per sete di guadagno, e quelle ventimila sterline, ossia la metà del suo patrimonio, le aveva arrischiate soltanto perché prevedeva che avrebbe potuto dover spendere l’altra metà per condurre in porto quel difficile, per non dire inattuabile, progetto. I suoi avversari, invece, parevano emozionati, e non per il valore della posta, me perché si facevano come uno scrupolo di lottare in quelle condizioni.
In quel momento suonavano le sette. I compagni proposero a Mr Fogg di sospendere il whist perché potesse attendere ai preparativi della partenza.
- Sono sempre pronto! – rispose quell’impassibile gentleman e, dando le carte, disse:
- Scopro quadri. Tocca a voi giuocare, signor Stuart. […]


POCO DOPO LA PARTENZA

« Partito da Londra mercoledì 2 ottobre, 8,45 p.m.
« Arrivato Parigi giovedì 3 ottobre, 7,20 a.m.
« Partito Parigi giovedì, 8,40 a.m.
« Arrivato attraverso Moncenisio Torino venerdì 4 ottobre, 6,45 a.m.
« Partito Torino venerdì 4 ottobre, 7,20 a.m.
« Arrivato Brindisi sabato 5 ottobre, 4 p.m.
« Imbarcato Mongolia sabato 5 ottobre, 5 p.m.
« Arrivato Suez mercoledì 9 ottobre, 11 a.m.
« Totale ore impiegate: 158 1/2 , ossia 6 giorni ½

Mr Fogg scrisse questi dati su un itinerario disposto in colonne, che indicava – dal 2 ottobre al 21 dicembre – il mese, il numero e la denominazione del giorno, gli arrivi regolamentari e gli arrivi effettivi in ciascuno dei siti principali – Parigi, Brindisi, Suez, Bombay, Calcutta, Singapore, Hong Kong, Yokohama, San Francisco, Nuova York, Liverpool, Londra – e che permetteva di calcolare il vantaggio o lo svantaggio subìto in ciascuna delle tappe del percorso.
Scrisse, dunque, in data di quel giorno, mercoledì 9 ottobre, l’arrivo a Suez, che, concordando con l’arrivo regolamentare, non costituiva né un vantaggio né uno svantaggio.
Poi si fece servire la colazione in cabina. In quanto a dare uno sguardo alla città, non ci pensava neppure, appartenendo a quella sorta d’inglesi che fanno visitare dal proprio domestico i paesi che attraversano. […]


QUALCHE PROBLEMA DI CATTIVO TEMPO IN MARE

Alle undici il Rangoon, rifornitosi di carbone, mollava gli ormeggi, e poche ore dopo, i passeggeri perdevano di vista quelle alte montagne della Malacca le cui foreste accolgono le più belle tigri della terra.
Milletrecento miglia all’incirca separano Singapore dall’isola di Hong Kong, Piccolo territorio inglese distaccato dalla costa cinese, e a Phileas Fogg premeva di colmarle entro al massimo sei giorni, così da poter prendere a Hong Kong il piroscafo che il 6 novembre doveva partire per Yokohama, uno dei principali porti del Giappone.
Il Rangoon era molto carico: numerosi passeggeri si erano imbarcati a Singapore: indù, ceylondesi, cinesi, malesi, portoghesi, che viaggiavano, quasi tutti, in seconda classe.
Il tempo, fino allora piuttosto bello, cambiò con l’ultimo quarto di luna: ci fu mare grosso, e il vento soffiò talvolta impetuoso, ma, fortunatamente, da sud-est, il che favoriva la navigazione; e quando era maneggevole, il capitano faceva issare le vele. […]
Ma la colpa era più del Rangoon che del mare, e al piroscafo, appunto, avrebbero dovuto attribuire il disagio dei passeggeri, la maggior parte dei quali stette male. […]
Ragion per cui, col cattivo tempo, bisognava prendere grandi precauzioni: talvolta era necessario manovrare la macchina in modo da ridurre la velocità. Una perdita di tempo che pareva non riguardasse affatto Phileas Fogg, ma di cui gambalesta sembrava estremamente irritato: se la prendeva col capitano, col macchinista, con la Compagnia, e mandava al diavolo tutti quelli che attendono a trasportare viaggiatori. […]
- Ma avete dunque molta premura di arrivare a Hong Kong? – gli domandò un giorno il detective.
- Moltissima, - rispose Gambalesta.
- Credete che Mr Fogg abbia fretta di prendere il piroscafo per Yokohama?
- Una fretta terribile.
- Sicché adesso ci credete, in questo strano giro del mondo?
- Nel modo più assoluto. E voi, signor Fix?
- Io? Io non ci credo.


A META’ DEL PERCORSO

Dopo nove giorni dalla partenza da Yokohama, Phileas Fogg aveva percorso esattamente la metà del globo terrestre.
Infatti, il 23 novembre il General Grant passava per il centottantesimo meridiano, cioè quello sul quale si trovano, nell’emisfero australe, gli antipodi di Londra. Degli ottanta giorni si cui disponeva, Mr Fogg, è vero, ne aveva impiegati cinquantadue, sicché non gliene restavano da spendere che ventotto; ma bisognava osservare che, se il gentleman si trovava a sola mezza strada in quanto alla “differenza dei meridiani”, aveva in realtà compiuto più dei due terza del percorso totale. Che giri forzati, infatti, da Londra a Aden, da Aden a Bombay, da Calcutta a Singapore, da Singapore a Yokohama! Seguendo circolarmente il cinquantesimo parallelo, che è quello di Londra, la distanza sarebbe stata solo di dodicimila miglia all’incirca, mentre Phileas Fogg era costretto dai capricci dei mezzi di locomozione, a percorrerne ventiseimila, delle quali, il 23 novembre, aveva percorso pressappoco diciassettemilacinquecento.

         
 

SCARICA QUI LA SHOKKING CARD
 


L'ERBBORISTA RISPONDE

MILANO, VIALE MONTENERO, 13

Vai dall'ERBORISTA Lacamomilla ,
avrai il 10 % di sconto sui suoi prodotti




CENTRO CULTURALE GAWASI
Milano, via delle Forze Armate, 179
cell.
333.2823538
con la Shokking Card
fai 3 massaggi e ne paghi 2
e tanto altro qui

         
Clan Agency
         
Assoetica
         



Copyright (c) 2000-2006
DotNetNuke® is copyright 2002-2010 by DotNetNuke Corporation