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Spettacolo e Cultura * 15-Tempo-02 venerdì 16 aprile 2010
Spettacolo e Cultura
DALLA LIBRERIA DI CARLOTTA
IL TEMPO… PER LEGGERE
a cura di Carlotta Pistone

CLARE E IL SUO FUTURO IN HENRY. HENRY E IL SUO FUTURO IN CLARE
Brani scelti da “La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo”, di Audrey Niffenegger

INDIFFERENZA, SOLITUDINE, AFFLIZIONE: TRE PERSONAGGI
Brani scelti da “Gli ultimi giorni”, di Raymond Queneau

DIRETTAMENTE DALLA PENNA DI JULES VERNE, ALCUNE RIGHE DEL ROMANZO
Brani scelti da “Il giro del mondo in 80 giorni”, di Jules Verne

FANTASMA D’AMORE: UNA PASSIONE OLTRE I LIMITI DEL TEMPO
a cura di Diletta Gatti

L’ATTORE .. CHE PAZIENZA!
di Alessandra Basile

PASSO, RESPIRO, COLPO DI SCOPA
di Giuliana Dea

IL TEMPO DELLA LETTERATURA E DEL CINEMA
di Federica Flisio

IL TEMPO FILOSOFICO
di Marco Menna


         
 
CLARE E IL SUO FUTURO IN HENRY. HENRY E IL SUO FUTURO IN CLARE
Brani scelti da “La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo”, di Audrey Niffenegger
a cura di Carlotta Pistone

(Henry ha 36 anni, Clare 6)

HENRY: «Ciao»
«Ciao, Clare. Grazie per i vestiti. Sono perfetti, e questa notte mi terranno caldo.»
«Devo rientrare subito.»
«Va bene, è quasi buio. Vai a scuola domani?»
«Hm, hm.»
«Che giorno è?»
«Il 29 settembre del 1977, giovedì.»
«Mi è molto utile saperlo. Grazie.»
«Come mai non lo sai?»
«Sono appena arrivato. Qualche minuto fa per me era lunedì 27 marzo del 2000. Una mattina piovosa, io stavo tostando il pane.» […]
«Dormi qua? Potresti venire a casa nostra, abbiamo una stanza per gli ospiti.»
«Cavoli, è molto gentile da parte tua. Sfortunatamente non sono autorizzato a incontrare la tua famiglia fino al 1991.»
Clare è molto perplessa. Credo che parte del problema consista nel fatto che non riesce a farsi un’idea degli anni al di là dei Settanta. Ricordo di aver avuto lo stesso problema con i Sessanta, alla sua età.
«Perché?»
«Fa parte delle regole. La gente che viaggia nel tempo non può andare in giro a parlare con le persone normali mentre è in visita alla loro epoca, perché potremmo creare un sacco di guai.» In effetti non credo a quello che ho detto; le cose accadono così come accadono, una volta per tutte. Non sono un sostenitore della teoria degli universi paralleli.
«Eppure tu stai parlando con me.»
«Perché tu sei speciale. Sei coraggiosa e intelligente e brava a tenere i segreti.»
Clare è imbarazzata. «L’ho detto a Ruth ma non mi ha creduta.»
«Oh. Bé, non preoccuparti. Anche a me non crede nessuno. Soprattutto i medici. I dottori non credono a niente se non glielo puoi dimostrare.»
«Io ti credo.»
Clare è a poco più di un metro. Il suo faccino pallido cattura l’ultima luce arancione da occidente. Porta i capelli legati a coda di cavallo e indossa i blues-jeans e un maglione scuro con delle zebre che corrono sul petto. Tiene i pugni stretti e ha un’aria fiera e decisa. Nostra figlia, penso con tristezza, avrebbe avuto questo aspetto.
«Grazie, Clare.»
«Adesso devo andare.»
«Buona idea.»
«Tornerai?»
Consulto la lista a memoria. «Tornerò il 16 ottobre. E’ un venerdì. Vieni qui subito dopo la scuola. Porta quel piccolo diario azzurro che Megan ti ha regalato per il compleanno e una penna a sfera blu.» Ripeto la data, guardandola per essere certo che la memorizzi.
«Au revoir, Clare.»
«Au revoir…»
«Henry.»
«Au revoir, Henry.»


(Clare ha 15 anni, Henry 38)

CLARE: Quando torno da scuola trovo Henry che mi aspetta nella Sala di lettura. Gli ho sistemato una stanzetta accanto alle caldaie; è sul lato opposto rispetto a dove si trovano le biciclette. Ho fatto sapere a tutti in famiglia che mi piace passare un po’ di tempo nel seminterrato a leggere, e in effetti ci sto molto in modo da non sembri strano. […]
Mi siedo sulle coperte accanto a lui e lo guardo in attesa che mi dica di farmi più in là. Capisco che ci sta pensando, allora alzo le mani per mostrargliele e mi ci siedo sopra. Lui sorride. «Mettiti pure comoda» dice.
«Da quando vieni?»
«Dal 2001. Ottobre.»
«Hai l’aria stanca.» Dibatte tra sé se raccontarmi il motivo della sua stanchezza e poi decide di non farlo. «Cosa stiamo combinando nel 2001?»
«Cose importanti. Estenuanti.» Comincia a mangiare il panino con il roast-beaf che gli ho portato. «Ehi, che buono.»
«L’ha fatto Nell.»
Ride. […]
«Mangi abbastanza? Sei magra.»
In realtà mi sento grassa. «Sì, mangio.» Mi viene un pensiero deprimente. «Sono molto grassa nel 2001? Forse è per questo che oggi mi trovi magra?»
Henry sorride per qualcosa di buffo che io non posso capire. «In effetti nel mio presente sei piuttosto rotondetta, al momento, ma passerà.»
«Argh.»
«Rotondetta va bene. Starai benissimo.»
«No grazie.» Henry mi guarda accigliato. «Non sono anoressica né niente del genere, sai. Cioè, non ti devi preoccupare.»
«D’accordo, è che la tua mamma ti tormentava sempre sull’argomento.»
«Mi “tormentava”?»
«Ti tormenta.»
«Perché l’hai detto al passato?»
«Non c’è nessun motivo. Lucille sta bene. Non preoccuparti.» Sta mentendo. Mi si chiude lo stomaco, rannicchio le ginocchia contro il petto e vi appoggio la testa.

HENRY: Non riesco a credere di aver commesso un lapsus simile. Accarezzo i capelli di Clare augurandomi con fervore di poter tornare al mio presente anche solo per un istante, il tempo sufficiente per consultarla e scoprire che cosa dire a una ragazza di quindici anni della morte di sua madre. […]
Mi guarda. «Dimmelo.»

CLARE: Henry ha un’aria infelice. «Non posso, Clare.»
«Perché no?»
«Sapere le cose in anticipo non va bene. Ti rovina la vita.»
«Sì. Però non puoi dirmele a metà.»
«Non c’è niente da dire.»
Sono in preda al panico. «Si è ammazzata.» Ne sono certissima. E’ quello che ho sempre temuto.
«No. No. Assolutamente no.»
Lo fisso. Ha un’aria davvero infelice. Non riesco a capire se sta dicendo la verità. Come sarebbe più facile la vita se riuscissi a leggere nella sua mente. Mamma. Oh, mamma.

HENRY: E’ spaventoso. Non posso lasciare Clare in questo stato.
«Cancro alle ovaie» dico, a voce molto bassa.
«Grazie a Dio» dice lei, e comincia a piangere.

         
 

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