Intervista a Domitilla D'Amico: la voce delle giovani star.

Scarlett, Kirsten, Evan, Christina, Byonce', Keira, Emily, Mena e tante altre devono ringraziare lei se in Italia possiamo rivivere le sensazioni che ci darebbero con la loro voce

di Stefano Magni

Pubblicato sabato, 1 maggio 2010

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Possibile che non abbiate mai sentito Neitiri, la protagonista pelleblu di Avatar, pronunciare l'ormai famoso "Io ti vedo"? O Kirsten Dunst, nella parte di Claire, in Elizabethtown, che dice di sé: "Sono difficile da ricordare, ma impossibile da dimenticare"? Ecco, tutte queste frasi, in italiano, sono state pronunciate da un'attrice che è difficile da vedere, ma impossibile non sentire. Tutti l'hanno udita, almeno una volta nella vita. 

Stiamo parlando di un'artista invisibile, che nell'era dell'immagine interpreta i personaggi del grande cinema solo con l'anima. E con la voce. E' la doppiatrice Domitilla D'Amico, romana, classe 1982. Anche se non è l'unica ad averla doppiata, è conosciuta soprattutto come alter ego italiana di Kirsten Dunst, sua coetanea, che ha doppiato in gran parte dei suoi film più popolari, i tre Spiderman compresi, da quando aveva 13 anni (in "Piccole Donne") sino al suo ultimo film uscito l'anno scorso ("Star System").
Domitilla è anche la voce dell'attrice americana più amata, Scarlett Johansson, sia da piccola ("L'uomo che sussurrava ai cavalli"), sia adesso ("La verità èche non gli piaci abbastanza"). E poi Christina Ricci, Evan Rachel Wood, Leelee Sobieski, Beyoncé, MaggieGyllenhaal, Emily Blunt, Amy Adams, Kristen Stewart, Eva Green, Kate Hudson, Keira Knightley, Katherine Heigl.tutte si sono affacciate sul pubblico italiano anche grazie alla sua voce. Gli appassionati di manga l'hanno sentita nella nuova serie di Gundam. Quelli dei cartoni marca Disney in Ratatouille.
Nella notte degli Oscar erano ben 4 i film pluricandidati in cui "c'era" anche lei: "Avatar" (è la voce di Zoe Saldana), "Julie and Julia" (Amy Adams), "Bastardi senza gloria" (Diane Kruger) e "An Education" (Carey Mulligan, candidata all'Oscar come miglior attrice protagonista). "Non ha vinto la nostra Carey Mulligan" - dice Domitilla commentando i risultati della notte degli Oscar. E' sorpresa dalla sconfitta di Avatar, su cui scommettevano tutti gli esperti del settore: "Pensavamo che vincesse tutte e 9 le statuette a cui era candidato. Invece Cameron è stato battuto. dalla sua ex moglie!". Cioè Kathryn Bigelow, prima donna a vincere un Oscar per la regia, con The Hurt Locker. Le spiace soprattutto per Carey Mulligan: "Ma è ancora giovane. Ha tempo per rifarsi". Domitilla D'Amico, tra un'edizione e l'altra degli Oscar, tu hai doppiato 310 film, 34 film animati, 30 miniserie, 91 telefilm, 7 soap e 66 cartoni animati....

E hai tempo di parlare con me?
Mi stai consigliando di fermarmi un attimo (ride NDR).
  
Cineblog
 

No, ti sto semplicemente chiedendo come hai fatto. Quanto siimpiega per doppiare un film?
Dipende dal tipo di film che ci troviamo di fronte. Su Avatar io ho lavorato 1 settimana. Il nostro lavoro è suddiviso in turni da 3 ore, dalle 9 alle 12, dalle 13,30alle 16,30 e dopo una decina di minuti di pausa c'è il terzo turno che finisce alle 19,30 seguito poi dal quarto turno, che può durare fino alle 22,30 se le consegne sono molto urgenti. Su Neytiri ci ho lavorato 4 turni, non è stato un compito facile, perché dovevamo fare di tutto per non scivolare sul ridicolo: doppiare un personaggio con un accento di una lingua inesistente (quella dei Na'vi) è
un rischio. James Cameron, che mi ha scelta, mi ha chiestodi parlare un italiano "navizzato", senza esagerare. Ogni scena è stata faticosa e molto sudata. Quando i miei amici e colleghi mi chiedono: "hai fatto anche tu le parti in lingua Na'vi"? Sì le ho fatte tutte. Eccetto nella prima parte, dove hanno lasciato dei versi in originale, che erano in colonna.

Chi è stato il tuo primo personaggio?
Ho iniziato a quattro anni, con un piccolo ruolo ne" La Voce della Luna" di Federico Fellini. La battuta era semplicissima: "dove?" Impossibile da dimenticare e serbo un bellissimo ricordo di quell'esperienza. Il maestro mi fece due caricature, firmate, perché durante le lavorazioni disegnava sempre. Insomma, ho iniziato da lì. Poi, pian piano, alternando sempre il lavoro con lo studio, mi sono fatta strada. Io non vengo da una famiglia di doppiatori (caso raro: di solito, in Italia, i doppiatorisono famiglie, ndr): mio padre è professore di ingegneria elettronica a Tor Vergata e mia madre è fisioterapista. Di solito un doppiatore, nella mente di uno spettatore, è assimilato a figure tecniche come elettricisti o tecnici del suono.

Ti sei mai sentita emotivamente coinvolta con i personaggi a cui hai dato la voce?
Sempre, altrimenti il lavoro non viene bene, devi sempre metterci il cuore, e questo puoi farlo solo se hai una tecnica perfetta. Per fare un esempio, è come suonare uno strumento, se non ti eserciti per ore ed ore, non sarai mai in grado di esprimere al meglio cio' che hai dentro.

Quindi hai avuto paura in Paranormal Activity?
Diciamo che ho cercato di mettercela tutta per FARE paura! E spero di esserci riuscita, stando anche alle ultime polemiche sugli spettatori presi da malanni in sala.:)

Quale è stata l'esperienza più terrorizzante?
Di sicuro "L'Esorcismo di Emily Rose", credevo di non farcela, alla fine è stato determinante l'aiuto di Alessandro Rossi (direttore nel doppiaggio, ndr) che mi ha indicato la via migliore per immedesimarmi in modo perfetto nella parte, evitando di compromettere le mie corde vocali! E' stato difficilissimo..poi, l'argomento trattato era molto delicato, soprattutto per me, che credo molto.

Quale l'esperienza più toccante?
"American Beauty", "The Dreamers", "La Rosa Bianca".: Mena Suvari è un personaggio particolare. E' tutta facciata, sembra una piccola playmate lolita, ma in realtà è molto fragile. Avevo appena 17 anni e in quel periodo della mia vita anch'io mi sentivo come lei.  Anche Scarlett Johansson mi ha segnata parecchio ne "L'uomo che sussurrava ai cavalli" come anche Eva Green in "The Dreamers". Sono tutti personaggi molto tormentati che, se li affronti in un'età post-adolescenziale, te li porti dietro tutta la vita, putroppo e per fortuna.

L'attrice a cui ti senti più affine?
Mi sento molto legata a Samantha Morton, non è molto conosciuta dal pubblico (era Maria di Scozia, in "Elizabeth - the Golden Age", ndr), ma è una delle attrici più versatili che ci siano. Non me la fanno doppiare sempre, perché le sue interpretazioni cambiano talmente tanto che, a volte sembra una ragazzina di 14 anni, altre volte una donna di 40. Un po' come il grande Murray Abraham (Salieri in Amadeus ndr). Mi piace molto Evan Rachel Wood e punterei anche su Alison Lohman. Spero che dopo "Drag me to Hell" cerchino di sfruttarla non solo per le sue doti da perfetta scream queen! (per ricollegarcial discorso di prima, anche "Drag me to Hell" fa veramente paura!)

E fra le emergenti che sono più sulla bocca dei media: Emily Blunt o Amy Adams?
Beh,Emily Blunt. Ha una formazione classica, è molto rigorosa e precisa. Ha una recitazione da teatro inglese, si distingue per la sua imponenza e fisicità d'altri tempi.

Come attrice invisibile, ti sei mai sentita nel ruolo di Cyrano de Bergerac? Corteggiando una persona, col corpo di un altro?
Continuamente..Cyrano, il mio eroe numero uno. Conosco il romanzo di Ronstand a memoria! E mi ci identifico.

Eppure, in Avatar, tu hai prestato la voce a un'attrice, Zoe Saldana, che è a sua volta invisibile. Perché presta i movimenti a un'immagine in computer graphic. Pensi che l'immagine sarà sempre importante per un'attrice, anche nel futuro del digitale?
Un po' difficile dirlo. Se non ci saranno imprevisti, tipo grandi crisi o guerre nucleari. ci troveremo in un mondo in cui l'immagine sarà interamente digitale. Siamo appena all'inizio.
Tag:  Domitilla D'Amico, doppiatrice, Avatar, Kirsten Dunst

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