Quattro chiacchiere con Manuela Lozza

L'autrice varesotta de La Milanesa (Happy Hour Edizioni) ci parla del suo nuovo poliziesco ambientato a Napoli e della sua protagonista, il giovane commissario del nord Michela Borrellini, alle prese con i fatti di cronaca nera e con i colleghi della città partenopea

di Carlotta Pistone

Pubblicato martedi, 16 settembre 2014

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Courtesy of Happy Hour Edizioni
Ciao Manuela, benvenuta su MondoRosaShokking! Tu sei di Varese come la protagonista del tuo romanzo, il commissario Michela Borellini, ma il libro è interamente ambientato a Napoli. Cosa ti lega alla città partenopea?
Ho passato lì i momenti più belli della mia adolescenza: quel periodo della vita in cui tutto si dilata ed è vissuto più profondamente. A Napoli sono tornata spesso in questi anni ma non ho mai pogrammato di ambientarci un romanzo, eppure istintivamente quando sono entrata nella sfera dell'immaginario, è lì che i miei personaggi hanno deciso di vivere. Scoprire di avere le competenze (urbanistiche, sociali, ecc) per descrivere la città, mi ha riempito di gioia ed orgoglio".

Come e quando è nata l’idea che ti ha portato a scrivere “La Milanesa”?
Durante il romanzo Michela vive un'avventura galante. Non si può certo parlare di amore, ma insomma... ;-) E' proprio dall'immaginare questa liaison che è nato il resto. E' nato il personaggio e poi lei stessa mi ha detto cosa faceva per vivere e, appunto, dove potevo trovarla.

Ci sono dei particolari fatti di cronaca a cui ti sei ispirata per dar vita alle vicende poliziesche che racconti?
Per tutto ciò che riguarda la camorra, assolutamente sì. Non solo negli eventi delittuosi ma anche nel legame che Michela vede tra questa e la criminlità nel nord Italia. Sicuramente sono stata influenzata del bel libro di inchiesta del giornalista comasco Paolo Moretti, "Mafia padana".

La Milanesa è una giovane donna in carriera all’interno di un ambiente prettamente maschile, quello di un commissariato di polizia, tra l’altro in una città e in una zona dell’Italia molto diverse dalle sue di appartenenza. Quanto e che tipo di peso hai dato a questo aspetto della vita della tua protagonista nel libro?
Per quanto riguarda l'essere donna, mi interessava creare e sondare un personaggio che avesse la capacità di mantenere il proprio aspetto femminile, fatto anche di debolezze, e non quello di una virago a cui l'autore ha dato un nome femminile ma che poi si comporta esattamente come farebbe un uomo. Come sottolinei poi, mi piaceva anche vederla calata in un ambiente in cui il pensiero dominante fosse: "Eccola la Milanesa, che viene dal nord e di Napoli non sa nulla. Come potrà comandare?" Mi piaceva vedere il personaggio fuori dalla sua ipotetica confort zone, osservare come se la cavava, come si guadagnava il rispetto della squadra e a che prezzo.

Viste anche le tue precedenti esperienze in campo letterario, pensi che il genere Giallo/poliziesco sia quello più nelle tue corde, oppure ti piacerebbe cimentarti con altri tipi di storie?
Diciamo che io scrivo lbri in cui a un certo punto, inesorabilmente, ci scappa il morto. Così diventano gialli. Ma assolutamente, sono intenzionata a scrivere anche altro: una saga famigliare che prende spunto da fatti reali, storici e privati, che ho già in mente ma per la quale ho bisogno di tanto tempo e tantissima concentrazione. E  anche un romanzo leggero, direi post adolescenziale, che da qualche settimana mi frulla in testa. Prima però ci sono le nuove avventure della Milanesa: alle presentazioni il pubblico mi obbliga a giurare che sto scrivendo un nuovo episodio e, dal canto suo, anche la Borellini continua a bussarmi…

E qui mi hai anticipata, perché una delle prossime domande era appunto: “Il finale mi ha spiazzata e mi ha fatto sperare in una continuazione… Non mi sono sbagliata, vero?!” E per fortuna, direi che io e il tuo pubblico abbiamo visto giusto!

Ma continuiamo. La Milanesa e l’amore. Si intuisce da come descrivi la Borellini – dai suoi pensieri, dalle sue reazioni verbali e, soprattutto, dal suo linguaggio del corpo – che la tua protagonista ha un rapporto non troppo rilassato con l’altro sesso... Ce ne vuoi parlare?
Michela è goffa, impacciata, incline alle figuracce proprio perché fortemente attratta dagli uomini, estremamente sensibile al fascino e anche alla mera bellezza. E' il suo tallone di Achille, ma diciamo che non la si può certo biasimare se sulla sua strada incontra impertinenti morettoni come il Manzi...

Il 22 settembre sarai ospite di Shokking Culture, la trasmissione radiofonica che conduco con Marta Casanova su Rock’n’Roll Radio tutti i lunedì dalle 18.00 alle 19.00. Hai altre presentazioni in programma prossimamente?
Sono appena tornata da Napoli, tappa ovviamente importantissima e obbligata per me e per La Milanesa! Poi sarò a Cagliari il 24 e a Sassari il 25. A ottobre sono ospite di La passione per il delitto, festival letterario sul Lago di Como e ho in programma altre date lombarde prima dipartire per un nuovo mini tour sotto Natale.

 

30 aprile '14, Happy Hour Edizioni
pp. 220
Prezzo di copertina € 12,80
Tag:  Manuela Lozza, La Milanesa, Happy Hour Edizioni, poliziesco, giallo, Napoli, commissario, camorra

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