Intervista a Federico Tavola, autore di Che bella vita

Su MRS alcune curiosità sull'avvincente romanzo che domani, giovedì 26 maggio, Federico presenterà da Il Mio Libro (Via Sannio 18, Milano) alle ore 19.00

di Carlotta Pistone

Pubblicato mercoledì, 25 maggio 2011

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Courtesy of Mursia Editore
Quando è nata in te la passione per il genere noir e quando hai deciso di trasformare la tua passione in un romanzo?
Il noir credo che più che un genere sia un’atmosfera che coinvolge e stravolge emozioni profonde. La mia passione, in senso letterale, la farei pertanto risalire alla prima adolescenza. Il mio libro, affrontando certi temi, può essere in parte noir ma non mi ritrovo pienamente in questa definizione.

Per scrivere un libro di successo bisogna saper tenere alta l’attenzione del lettore, a maggior ragione se si tratta di un giallo. Nel caso della stesura di “Che bella vita” ti sei attenuto alla tua idea iniziale o hai apportato modifiche significative in corso d’opera?
Entrambe le cose. Ho cominciato studiando nei minimi dettagli la struttura del romanzo prima di scriverlo. Poi, una volta terminata la prima stesura, ho preferito eliminare una trentina di pagine per aumentare il ritmo nella parte iniziale.

Tra gli autori italiani di noir ce n’è uno in particolare che è stato per te fonte d’ispirazione? E tra quelli stranieri qual è il tuo preferito, quello a cui senti che il tuo stile si avvicina maggiormente?
Nessuno in particolare mi ha ispirato. Italiani… mi piacciono molto Pinketts e Carofiglio. Stranieri… amo Baudelaire e Lansdale. Il mio preferito resta comunque Jean-Claude Izzo. A chi si avvicina il mio stile lo lascio esprimere al lettore. A me piace assomigliare a me stesso.

La tua professione e le tue conoscenze in campo fisico hanno un ruolo fondamentale lungo tutta la trama. Quanto c’è di reale e quanto di utopistico nelle ricerche scientifiche di cui parli?
La parte scientifica che comunico nel libro è rigorosa e supportata da pubblicazioni internazionali di alto profilo. La strada che mostro è reale. Come percorrerla resta un interrogativo la cui risposta è più una questione di volontà che di fede.  

E cosa ne pensi dei giochi di potere in cui sono coinvolte grandi aziende impegnate nello sviluppo energetico che, sempre sulla base di ciò che racconti nella tua storia, risultano tutt’altro che trasparenti, se non mortalmente pericolosi?
Credo che, miopi, siano una delle migliori esemplificazioni della miseria umana.

“Che bella vita”. Perché questo titolo?
Perché quando si è disposti a perdere e a rischiare ogni cosa per non rinunciare a ciò che si ama e in cui si crede, beh… allora che bella vita!


E ora parliamo un po’ di te…
 
Cosa significa per te essere scrittore?
Esprimermi liberamente.
 
Quando hai sentito di esser stato morso per la prima volta dal talento per la scrittura?
In montagna a dodici anni. Osservavo la pioggia che scuriva le rocce e da quel momento è diventata una necessità.

Che percorso hai fatto per arrivare dove sei?
Il mio percorso naturale. Tortuoso e complesso per il solo fatto che non ho idea del punto di arrivo e non mi interessa.
 
Cosa significa avere un figlio nel 2011?
Vedo i miei amici che ne hanno e mi sembra un impegno meraviglioso.
 
Il tuo rapporto con la politica
Ottimo sin da piccino. Con i politici un po’ meno, ma quella diventa una questione personale, di sistema e non più di attitudine culturale.
 
Il tuo rapporto con la religione.
Stima reciproca. Con i religiosi, quelli veri, diventa più complicato. Non amo chi vuole avere ragione, in particolare se per farlo utilizza le idee e le parole di qualcun altro.
 
Tg, quotidiano o informazione su internet
Quotidiani e internet.

Un difetto delle donne di oggi
Troppo indecise sul tipo di donna che vorrebbero essere. Semplicemente donne?
 
Un progetto letterario per il futuro
Ho consegnato da poco il secondo libro con Leonardo Lorenzi come protagonista e al momento sto valutando un paio di nuovi progetti completamente diversi tra loro. Per i dettagli ci vorrà un po’ di tempo.
 
Una città in cui vivere e lavorare
Buenos Aires

Chi senti di dover maggiormente ringraziare per la persona e lo scrittore che sei diventato?
Per la persona, la mia famiglia in toto. Banale, ma vero. Per lo scrittore, non saprei. Nessuno mi ha insegnato a scrivere, consigliato, corretto o chissà cos’altro. Ho avuto una prof. di italiano al liceo davvero spettacolare. Più che a scrivere, il 5 nel tema era automatico, mi ha aiutato a essere un po’ meno stupido del necessario.  

Federico in 3 pregi e in 3 difetti
No dai, questa no. Anche perché finisco sempre per ritenere pregi quelli che poi risultano difetti e viceversa.

Leggi le prime pagine del romanzo cliccando QUI


MRS ti invita a L'APERITIVO CON AUTORE
:

presentazione del libro di Federico Tavola

CHE BELLA VITA


Giovedì 26 maggio, dalla ore 19.00
presso Il Mio Libro - Via Sannio 18, Milano


per info: 02 39843651 - E-mail: info@ilmiolibromi.it
 

Tag:  Che bella vita, Federico Tavola, Mursia, romanzo giallo, Leonardo Lorenzi, Il mio libro, Aperitivo con Autore

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