Intervista Rosa Shokking a Eliselle

Scopriamo insieme se l'autrice di "Le avventure di una Kitty addicted" nasconde la stessa passione della sua protagonista per il dolce gattino giapponese

di Carlotta Pistone

Pubblicato lunedi, 31 maggio 2010

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Eliselle e Hello Kitty

Cosa significa per te essere scrittrice?
Non l’ho ancora capito bene. Io uso la scrittura come terapia, per me essere scrittrice significa ancora esplorare me stessa.

Cos'è per te un romanzo?
Una potenziale nuova vita da vivere.

Quando hai sentito di esser stata morsa per la prima volta dal talento per la scrittura?
Quando ho iniziato a ricevere le prime critiche dei lettori, che si ritrovavano tra le pagine dei miei libri.

Che percorso hai fatto per arrivare dove sei?
Tanta gavetta, tanto lavoro, qualche soddisfazione. Con il costante desiderio di imparare e migliorare giorno dopo giorno.

Fissa o precaria (come stato mentale, non solo come dato di fatto)?
Precaria, da sempre.

3 aggettivi per definire L'Italia e gli italiani
Italia e italiani, con le dovute eccezioni: pigri, annoiati, assopiti.

Cosa manca secondo te al nostro paese per essere migliore?
Un po’ più di spirito d’iniziativa e di coraggio, caratteristiche che possiede ma che ha accantonato.

Cosa significa avere un figlio nel 2010?
Un sacco di problemi in più.

Libro e l’autore della tua vita
Scritto da altri: ce ne sono troppi, ma “I pilastri della terra” di Ken Follett è uno di questi. Il mio: ce l’ho in testa, prima o poi lo scriverò.
Gli autori sono troppi, dirne uno significa fare torto a tutti gli altri.

Il tuo rapporto con la politica
Contrastato.

Il tuo rapporto con la religione
Pessimo.

Tg, quotidiano o informazione su internet
Internet.

Legalizzazione delle droghe leggere o no
Sì, tanto cosa cambia?

Preferisci lavorare con uomini o donne?
Non conta il sesso d’appartenenza, per lavorare insieme agli altri contano intelligenza, capacità di adattamento e voglia di fare. Se sono presenti queste caratteristiche, non importa se siano uomini o donne.

Un difetto delle donne di oggi
Voler tenere sotto controllo tutto. E illudersi (ancora) di poter cambiare gli uomini.

Poche parole per descrivere la donna nel 2010 (vediamo se corrisponde al prototipo di Donna Rosa Shokking!)
Usa il cervello senza rinunciare alla sua femminilità. Non ha paura di niente, non si fa intimorire da nessuno. E se è il caso, mena.

Un progetto per il futuro
Un romanzo storico.

Un sogno
Comprarmi casa.

Una città in cui vivere e lavorare
Roma, la mia città ideale.

Un consiglio a chi vuole seguire le tue orme
Avere pazienza, fare quello che si ama, non scendere a compromessi, credere nel proprio lavoro.

Eliselle in 3 pregi e in 3 difetti
I tre pregi sono anche tre difetti: idealista, accentratrice, perfezionista.


E ora passiamo a parlare del tuo romanzo, "Le avventure di una Kitty addicted"...


Subito una domanda a bruciapelo che è impossibile non porsi fin dalla lettura del titolo del tuo nuovo romanzo. Perché Hello Kitty? E soprattutto, sei anche tu una Kitty addicted come la protagonista Viola?
Hello Kitty, perché è un’icona inaffondabile, da trent’anni sulla cresta dell’onda. Hello Kitty è il contemporaneo, e mi piace riflettere sul contemporaneo, esplorandone miti e manie. Io poi sono una Kitty addicted, e la cosa mi è venuta abbastanza facile.

Nel corso dei dodici mesi della vita di Viola da te narrati, alla ragazza capita ogni sorta di sfortuna. Al di là dell’estremizzazione degli eventi e della visione d’insieme tragicomica che ne emerge – e che costituisce uno dei punti di forze della tua scrittura -, ritieni davvero che tutto ciò possa essere dovuto alla crisi dei trent’anni?
I trenta sono indubbiamente una boa, difficile da raggiungere ma anche difficile da superare. Ci sono troppe aspettative, soprattutto delle persone che ti circondano, rispetto ai trenta: vedono la vita a tappe e quando “cambi numero” si aspettano che maturi, metti la testa a posto, ti sposi, fai un figlio. È allucinante. Io credo che ognuno sia libero di fare ciò che vuole e di vivere la vita cambiando le carte in tavola. Per questo ho spinto sull’acceleratore e ho inventato una storia che alle volte, ne sono certa, non è troppo distante dalla realtà.

Pensi che questa sia una fase obbligatoria attraversata – magari in modi differenti - dalla maggior parte delle donne? E tu, come hai vissuto personalmente questo periodo della vita?
Il mio è stato nonostante tutto positivo. Ha spazzato via cose e persone che evidentemente non dovevano più fare parte dei miei trenta, e nonostante i traumi alla fine posso dire di aver raggiunto un certo equilibrio. Non farei a cambio con la mia vita da ventenne. Credo che sia una fase che alcune donne sentono più di altre, dipende da come si è impostata la propria vita prima di arrivare alla “tappa” dei trent’anni.

A conti fatti si ha quasi l’impressione che, dopo aver superato i vari traumi e la dipendenza da Hello Kitty, Viola abbia perso poco di importante – anzi si è tolta solo da situazioni scomode e deprimenti - rispetto a ciò che alla fine ci ha guadagnato. Insomma, non tutto il male viene per nuocere, e forse il destino ha fatto la sua parte. Tu ci credi nel destino oppure pensi che ognuno sia, o possa essere, l’artefice di se stesso?
Io ritengo che vi sia una concomitanza di cose. Se stai fermo e non ti muovi, è difficile che l’occasione ti venga a cercare. Mentre se sei una persona propositiva che si dà da fare, che agisce invece di pensare e parlare solamente, sono convinta che ci siano molte più probabilità di incappare nell’occasione giusta al momento giusto. Dopo “Lost”, comunque, non riesco più a credere nelle coincidenze fini a se stesse.

Ti sei ispirata a persone reali per creare i tuoi personaggi? In particolare, hai mai incontrato lungo il tuo cammino una donna terribile come Roxanne, il capo di Viola?
Nei miei romanzi metto dei personaggi di fantasia, ma che inglobano tratti di persone che conosco o che ho incontrato nella mia vita. Credo sia una cosa normale e naturale, se vuoi creare dei caratteri plausibili, che funzionano. Una come Roxanne non l’ho ancora incontrata, e spero vivamente di non avere questa sfortuna.

Se ti proponessero di realizzare un film tratto dal tuo libro, quale regista ti piacerebbe che lo dirigesse e chi vorresti nel cast di attori per interpretare i tuoi personaggi (anche a livello internazionale)?
Sarebbe bello avere almeno una parte del cast de Il diavolo veste Prada. La Streep sarebbe una fantastica Roxanne.


Leggi anche su MRS le prime pagine del romanzo in LA SBIRCIATINA

E il BLOG di Eliselle dedicato al libro e a Hello Kitty

 

 

 


Tag:  Eliselle, Hello Kitty, 30 anni, Zorro Editore, dipendenza

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