A tu per tu con L'ira funesta di Paolo Roversi

Su MRS il grande giallista Paolo Roversi parla del suo ultimo romanzo, L’ira funesta, presentandoci anche il nuovo personaggio da lui creato, il Maresciallo Valdes. E non solo...

di Marta Elena Casanova

Pubblicato lunedi, 11 febbraio 2013

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Courtesy of Rizzoli
L'ira funesta, edito Rizzoli, è il nuovo libro di Paolo Roversi, giallista e scrittore di soggetti televisivi come Distretto di Polizia. Di origine mantovana, l'autore trae spunto da personaggi reali per scrivere gialli dove l'ironia è davvero dissacrante. Nuovo libro, nuovo personaggio: il Maresciallo Valdes, un uomo confinato in un paesino della Bassa conosciuto come il Piccola Russia per via delle idee politiche dei suoi abitanti. Vero protagonista  è però il Gaggina, un omone grande e grosso che all’improvviso impazzisce perché, "malauguratamente", la moglie del farmacista ha deciso di partorire, impedendo l'apertura della Farmacia e la conseguente assunzione delle sue medicine. A tutto ciò va ovviamente ad aggiungersi un omicidio. Un uomo, appena tornato in paese dopo anni di assenza, viene trovato morto. Valdes, che si sente estraneo alle folli quanto divertenti dinamiche del Piccola Russia, si trova a dover scoprire il colpevole in un susseguirsi di episodi che di certo non lo facilitano...

Prima del Maresciallo Valdes, vorrei  parlare dei personaggi che descrivi e racconti ne L'Ira Funesta, che sono tanto fantasiosi - a dir poco estrosi - quanto realistici. Nel tuo caso sono veri o inventati?
Sono assolutamente veri. Il Gaggina è esistito davvero, nella mia zona. Questo personaggio armato di spada e barricato in casa con la nonna è reale. Da lì è partita la storia e ho costruito tutta la vicenda. I paesini della Bassa sono pieni di queste realtà, e ormai ogni volta che vado a casa mi raccontano nuovi aneddoti  sapendo che scrivo, così magari li inserisco in uno dei miei libri, cosa che effettivamente  faccio spesso. Mi ispiro totalmente a loro. Sono convinto, comunque, che tutti i paesi abbiano il loro matto, sono dinamiche di provincia che vanno bene per tutta l'Italia. E ogni borgo ha le sue.

Queste realtà così piccole, le loro paure, i loro difetti, il loro modo di affrontare gli sconfinamenti dalla routine, secondo il tuo parere, rispecchiano in generale tutta l'Italia o è un fenomeno che leghi ai piccoli centri?
Io penso che rispecchi in particolar modo tutta la provincia, le cittadine dai 1000 ai 5000 abitanti. Come dicevo, esiste ovunque il matto di turno che arriva al bar urlando e le persone non si spaventano, trovandolo tutto sommato normale. In un certo senso si cresce tutti insieme, cosa che invece non accade nelle grandi città dove si è più individualisti.

Molti dei tuoi personaggi sono andati via, all'estero, ma alla fine sono tornati al Piccola Russia. Come mai?
Credo sia normale. Una cittadina di provincia a un certo punto ti sta stretta, così decidi di andartene e vedere il mondo. Dopo averlo fatto, però, ti rendi conto che non era poi così male, e allora torni all'ovile.

- Sperando di sopravvivere... -
(Paolo ride, n.d.r.)

Il tuo giallo è molto ironico. Quello che trovo divertente è il fatto che davanti a fatti effettivamente tragici le persone si comportino come fossero al cinema, si portano le sedie da casa e assistono a ciò che accade. Si tratta di noia? O di voyeurismo?
Questa è una cosa reale, io di fatto non mi sono inventato nulla. Ma non credo si tratti di noia, bensì di vivere una notizia in diretta, dal vivo, mentre tutti gli altri la possono vedere solo in televisione. E poi, fatto molto importante, bisogna pensare al tempo, quello che scorre molto lentamente durante l'estate dei paesini della Bassa. Episodi del genere sono un evento. Perché non goderseli  in prima fila?

Mi è piaciuta molto l'idea di iniziare il libro con la moglie del farmacista che deve partorire, e che di conseguenza il negozio serrato provochi  la follia del Gaggina. Da dove arriva l'idea di "incolpare" farmacista e consorte?
Dovevo trovare un motivo scatenante per la follia del Gaggina. Come mai una persona d'improvviso impazzisce? Quindi mi sono inventato un fatto assolutamente normale ma anche straordinario. Avevo bisogno di qualcosa di forte ma anche credibile.

Parliamo ora del Maresciallo Valdes. Lui invece da dove prende vita?
Valdes ha preso vita di riflesso. Avevo la storia del Gaggina, protagonista assoluto del giallo. Valdes doveva essere un forestiero, qualcuno che si stupisse di fronte a simili realtà e, se fosse stato parte del Piccola Russia, non sarebbe stato così. Inoltre avevo bisogno di esperienza e cinismo, di un personaggio che si trovasse  lì per sbaglio, che non si sentisse al suo posto ma confinato, e che non si accontentasse delle apparenze ma portasse avanti le indagini, come invece non avrebbero fatto gli abitanti del luogo.

Il titolo è L'ira funesta - Il primo caso del Maresciallo Valdes. Questo lascia presumere che ce ne saranno altri...
Sì, è così, ho già in mente un'altra storia, la trama c'è e penso  uscirà l'anno prossimo. Il bello è che tutti i nomi di questo libro torneranno... tranne uno, per ovvi motivi!

Quindi fammi capire, li facciamo fuori uno per uno?
Eh, dovrai leggere per scoprirlo! (ride, ndr).

Beh,  io ci ho provato...




2013, Rizzoli
pp. 320
Prezzo di copertina € 17

Tag:  Paolo Roversi, L'ira funesta, Rizzoli, La Bassa, Piccola Russia, Marescallo Valdes, Gaggina, omicidio

Commenti

11-02-2013 - 15:24:02 - Dario
Scadente come scrittura, Roversi si conferma uno dei tanti scrittori di cui tra qualche tempo nessuno ricorderà più nulla.
Di' la tua


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