Quattro chiacchiere con Michele Catozzi

Intervista all’autore del giallo “Acqua morta” edito da Tea Libri

di Laura Argelati

Pubblicato martedi, 10 novembre 2015

Rating: 5.0 Voti: 20
Vota:
Stampa Mail Bookmark Ingrandisci Rimpicciolisci
Courtesy of Tea Libri
Oggi l’ospite di Mondo Rosa Shokking è Michele Catozzi, autore di “Acqua morta”, un avvincente giallo pubblicato da Tea Libri.

Da molti anni l’autore si occupa di editoria e giornalismo ed è attualmente il direttore della rivista “Auto d’Epoca”.  Prima di “Acqua morta” ha scritto vari racconti e altri due romanzi: “Il mistero dell’Isola di Candia”  (edito in ebook da GeMS) e “Netcrash”, sotto pseudonimo.

Per conoscere meglio questo autore ed i suoi lavori, potete visitare il suo sito web.

Salve Michele e grazie per aver accettato di essere ospite di Mondo Rosa Shokking. Per rompere il ghiaccio, vogliamo iniziare con una tua breve presentazione ai lettori?
Sono una persona normalissima, con una compagna e tre figli piccoli (no, niente gatti o cani...) che sabotano perennemente i miei tentativi di concentrarmi sulla scrittura, al punto che mi tocca andare a scrivere al bar. No, non scherzo, l’ho messo pure nero su bianco nelle note autore alla fine del libro… Aggiungo veneziano in esilio, sempre affascinato dalle lettere (quelle tipografiche, che formano le parole) e dai libri… La mia casa è letteralmente invasa dai libri, prima o poi dovrò convertirmi al digitale. Ma senza fretta, però...

Se tu dovessi descrivere “Acqua morta” in soli quattro aggettivi, quali sceglieresti?
Oddio, qui mi metti subito in crisi… Ci provo: amaro, chiassoso, corale, rassegnato (o forse no…). Non so. Posso farmi una domanda da solo? Venezia in quattro aggettivi: unica, struggente, assediata, vituperata.

Scrivere un giallo non deve essere semplice: occorre avere conoscenze su temi particolari come ad esempio la medicina legale, lavorare bene sull’evoluzione della storia e delle indagini. Quali sono le difficoltà maggiori che hai incontrato tu nella stesura del tuo romanzo?
No, non è semplice, ma anche con lo storico non si scherza… Ti confesso che invidio in maniera esagerata le categorie degli scrittori-poliziotti / carabinieri / giudici / avvocati / ecc. perché non hanno bisogno di documentarsi, mentre io devo sudarmela per evitare di scrivere strafalcioni quando mi addentro (ed è inevitabile) negli aspetti procedurali della storia. Comunque, la “detection” è scontato che ci sia, altrimenti la storia non è più un giallo, ma qualcos’altro. Tornando alla domanda, la grande difficoltà è stata immedesimarmi nella quotidianità della Polizia a Venezia, dove tutto è “maledettamente” più complicato. Venezia è, forse, la città più bella del mondo, ma di sicuro non è una città normale.

Nell’elaborare la trama del tuo libro, ti sei affidato alla fantasia e all’inventiva o ti sei “appoggiato” a fatti di cronaca reali da cui trarre ispirazione?
Fantasia al servizio della realtà. O piuttosto, pensandoci meglio, realtà al servizio della fantasia. Perché è successo che mentre lavoravo alla storia la realtà mi è venuta incontro, porgendomi su un piatto d’argento situazioni perfette per sostanziare la finzione… Arrivando al punto di superarla, la mia fantasia, con la nota retata del giugno 2014 che ha decapitato i vertici della politica e dell’imprenditoria veneta; mi riferisco allo scandalo MOSE e allo scoperchiamento degli intrecci tra affari e politica che per mesi ha tenuto (e ancora tiene) banco sui media.

Parliamo di te come lettore: è il giallo il tuo genere preferito? E quali sono gli autori che prediligi?
Lettore onnivoro, di gusti semplici ma incostante, ogni tanto divento lettore seriale di un autore che mi appassiona (Bukowski, Chrichton, Carlotto, Camilleri, Asimov, Izzo, Evangelisti, Lucarelli, Vargas, De Cataldo, Giménez-Bartlett, Altieri). Adoro la narrativa di genere, la fantascienza è una mia vecchia passione ora sopita, e ammetto che la mia biblioteca è piena di buchi nei classici i cui titoli non rivelerò nemmeno sotto tortura...

Se tu potessi prendere un caffè con un autore o un qualsiasi altro personaggio famoso, chi sceglieresti e perché?
L’idea del caffè la trovo fantastica. Pensa che “Acqua morta” è stato praticamente scritto al tavolo di quel bar cui facevo riferimento. Sarà per quello che il mio commissario Aldani adora il caffè… Dicevamo, l’autore famoso: Andrea Camilleri, che diamine!

Hai già qualche nuovo progetto o un nuovo libro in cantiere?
I progetti sono molti ma il tempo e quello che è. Aldani, però, ha la precedenza su tutto. Sto per cominciare a lavorare al terzo romanzo con protagonista il mio commissario, ma il secondo è già scritto e ora sta decantando in un cassetto.
 
Per i lettori che desiderano continuare a seguire te e le vicende del commissario Aldani, c’è un calendario di presentazioni del tuo libro che ti va di condividere per invitarli a partecipare?
Al momento non ho in programma altre presentazioni oltre alla prima (e per ora unica) che risale al 22 ottobre scorso, a una settimana dall’uscita in libreria. Sono una persona riservata e, soprattutto, pigra, per cui faccio fatica a immaginarmi in veste di “globetrotter”. Per ora. In seguito si vedrà, mai dire mai. Chi vuole restare informato può comunque seguire la mia pagina Facebook, iscriversi alla newsletter sul mio sito o leggere il mio blog, tutto accessibile a questo indirizzo QUI.

Un’ultima curiosità: quando percorri le strade di Venezia, ti capita mai di avere la sensazione di vedere il commissario Aldani e gli altri coprotagonisti del libro aggirarsi per le vie, i canali e le piazze?
No, confesso di no! Venezia è talmente ricca di stimoli che percorrerla è un’esperienza totalmente immersiva e non lascia tempo per altro che non sia la contemplazione di tanta bellezza.
Tag:  Michele Catozzi, Acqua morta, Tea Libri, Intervista, Indagini, Misteri, Omicidi, Venezia

Commenti

Di' la tua


Le foto presenti sul sito di Mondo Rosa Shokking sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione,
non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate

Testata giornalistica registrata. Registrazione numero 379 del 17 giugno 2008 presso il Tribunale di Milano Direttore Responsabile Stefano Martignoni