La vita non è un film (ma a volte ci somiglia) di Chiara Moscardelli

Chiara Moscardelli è tornata con un romanzo dalle tinte rosa e gialle

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Courtesy of Einaudi
Dopo il grande successo ottenuto con Volevo essere una gatta morta, Chiara Moscardelli è tornata alla carica con un libro dal sapore un po’ romantico un po’ giallo. Un libro che fa innamorare e tiene anche col fiato sospeso. Ma non fate il mio errore… non leggetelo sulla cyclette perché vi ritrovereste sfinite, sudate (e poco profumate) con qualche chilometro sulle spalle e dei crampi assurdi che vi perseguiteranno per tre giorni. E tutto perché una volta iniziato si viene presi da una curiosità tale che si fa fatica a staccare e chiudere il libro.

Chiara vive da sola, è indipendente e lavora per una ditta di cosmetici dove, diciamocela tutta, fa un po’ quello che vuole, tanto nessuno si accorge di lei. Pochi uomini ma le amiche sono il suo punto fermo. Una sera decide di provare la sorte andando a uno speed date ma, da quel giorno, le cose per lei cambiano.

«- Questo mi vuole ammazzare! 
- È la cosa che mi preoccupa meno. Non ti hanno ucciso due anestesie, un'ulcera al colon, una botta in testa, gli zapatisti, e dire che ti mancano non so quanti pezzi. Anche l'alluce ti ha abbandonata. L'assassino non ce la farà mai...»

Uno stalker, infatti, inizia a perseguitarla, passando a delle vere e proprie minacce, al punto da entrarle in casa mettendo sotto sopra tutto e costringendo Chiara a denunciare l’accaduto alla polizia. E' proprio in quest’occasione che conosce Patrick Garano, un bel commissario di polizia che ha un debole per le donne e che sembra proprio uscito da uno d quei film chiodo fisso di Chiara. Da qui la trama si infittisce, intrecciando le disavventure della protagonista con quelle del bel commissario e della pista che sta seguendo per catturare un killer seriale.

Riuscirà la nostra eroina a conquistare lo sciupafemmine di turno? E riuscirà lui a catturare l’assassino e lo stalker di Chiara?

Un mix di rosa e giallo ben riuscito. Una parodia delle serie televisive americane con un ispettore di polizia affascinante, un serial killer dall’infanzia difficile e dei colpi di scena che lasciano col fiato sospeso. Senza dimenticarci del finale per nulla scontato.

Ero rimasta al sicuro per troppo tempo, su questo Garano aveva ragione. Dovevo decidere cosa fare: essere coraggiosa e andare avanti, o stare ferma e guardare il mondo che mi passava accanto? Che cosa avevo voglia di fare? Distesa sul letto e braccata da uno stalker, avevo capito che il modo in cui scegliamo di vedere noi stessi limita ciò che potremmo essere. Perché in realtà siamo piú capaci di quanto immaginiamo e sappiamo fare cose che non abbiamo mai fatto prima, riuscendo a sorprendere persino noi stessi. E io avevo voglia di sorprendermi.


3 settembre '13, Einaudi editore
pp 368
prezzo di copertina 18 euro       
Tag:  La vita non è un film, Chiara Moscardelli, Einaudi, Volevo essere una gatta morta, stalker, commissario di polizia, serial killer, amore

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