La verità sul caso Harry Quebert di Joël Dicker

Un libro che incanta e che tiene incollati alla pagina. Un romanzo che parla di amore, di odio, omicidi e vendetta. Un libro da non perdere

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Courtesy of Bompiani
Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull’effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All’incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l’ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un’emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito.

È un libro che racchiude in sé mondi diversi. È un libro sull’amore, sul riscatto, sulla morte, sulla penitenza e sul male. È un libro sulla scrittura e sull’essere scrittori. È un grande romanzo. Un capolavoro.

770 pagine che scorrono via veloci, un libro che, terminato, ti lascia quella tristezza addosso perché vorresti che non fosse finito, perché sai che i personaggi ti mancheranno. Mancherà quella sensazione che si provava ogni volta che si riapriva il libro per proseguire la lettura. Un libro che toglie il fiato e che ti fa innamorare dei suoi personaggi.

Nola Kellergan, una ragazzina di quindici anni, che si innamora perdutamente, ed è ricambiata, del trentaduenne Harry Quebert, diventato famoso per aver scritto uno dei più grandi capolavori letterari della storia. E poi c’è Marcus, allievo di Harry all’università, ma anche molto di più. Per lui Harry è un amico, un confidente, l’unica persona su cui può contare e che gli ha insegnato tutto sulla scrittura e su come diventare uno scrittore.

Il giorno in cui scrivere darà un senso alla tua vita, sarai un vero scrittore. Fino ad allora, una sola raccomandazione: non aver paura di cadere.

Un libro che insegna a vivere, a scrivere, ma anche un noir, una storia d’amore. Racconta la storia dell’intrigante e controversa Nola, scomparsa nell’estate del 1975 nella tranquilla cittadina di Aurora, nel New Hampshire. Le ricerche, all’epoca non avevano portato frutti, fino alla primavera del 2008, quando i suoi resti vengono ritrovati nel giardino di Harry Quebert, a Goose Cove, poco fuori Aurora.Tale ritrovamento porta anche a galla la storia che Harry trentenne ebbe con la quindicenne Nola, musa ispiratrice del suo capolavoro letterario “Le origini del male”.

Marcus, gli scrittori sono esseri così fragili perché possono subire due tipi di dispiaceri sentimentali, ossia il doppio rispetto alle persone normali: le pene d’amore e quelle artistiche. Scrivere un libro è come amare qualcuno: può diventare molto doloroso.

Il suo unico amico Marcus Goldman, diventato famoso alla pubblicazione del primo libro, ma affetto ora dal blocco dello scrittore, decide di indagare su quello che è veramente successo nel 1975 per scagionare il suo amico, convinto della sua innocenza.

Perché ero lì? Perché si trattava di Harry. Che era probabilmente il mio migliore amico. Perché, per quanto incredibile potesse sembrare – e io stesso me ne resi conto solo in quel momento – Harry era l’amico più prezioso che avevo. Negli anni del liceo e dell’università non ero mai riuscito a instaurare rapporti di reale amicizia con nessuno dei miei coetanei, a creare quei legami che durano per sempre. Nella mia vita c’era solo Harry; e per me, stranamente, non si trattava di sapere se fosse davvero colpevole o no: la risposta non avrebbe cambiato nulla nella profonda amicizia che provavo per lui. Era una sensazione strana: forse mi sarebbe piaciuto odiarlo e sputargli in faccia come avrebbe voluto fare ogni cittadino statunitense, sarebbe stato più semplice. Ma quella faccenda non influiva in alcun modo sui sentimenti che nutrivo per lui. Mi limitavo a dirmi che, in fondo, Harry era un uomo, e tutti gli uomini hanno dei demoni. L’importante era solo capire fino a che punto quei demoni fossero tollerabili.

Marcus inizia così un lunghissimo viaggio nel tempo, per scoprire la verità e aiutare il suo mentore, accusato di omicidio e pedofilia, cercando allo stesso tempo di risollevare le sorti della sua carriera che sembra essere sull’orlo del baratro.

Dopo oltre trent’anni dovrà dare una risposta alla domanda che assilla tutti: chi ha ucciso Nola Kellergan? E, naturalmente, dovrà anche scrivere il prossimo romanzo e togliersi così dalle calcagna il suo editore che lo minaccia di andare per vie legali.

Un romanzo che sballotta il lettore dal presente al passato, da un punto di vista all’altro, da un genere all’altro… alla ricerca della verità.

Joël Dicker è nato a Ginevra nel 1985. La verità sul caso Harry Quebert è il suo secondo romanzo. Il primo, Les derniers jours de nos pères, ha ricevuto il Prix des écrivains genevois nel 2010. La verità sul caso Harry Quebert ha ottenuto il Grand Prix du roman de l’Académie Française 2012 e il Prix Goncourt des lycéens 2012, ed è in corso di traduzione in oltre 25 paesi.


Maggio 2013, Editore Bompiani
pp. 779
prezzo di copertina 19,50 euro
Tag:  La verità sul caso Harry Quebert, Joël Dicker, Bompiani, scomparsa, amore, scrittura, indagine, verità

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