Il cavallo di ritorno di Peppe Lanzetta

La prima indagine del commissario Peppenella

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Courtesy of Cento autori
Il cavallo di ritorno è una pratica illegale (più comunemente nota come estorsione) che prevede il pagamento di un riscatto da parte di chi ha subito un furto, per riottenere ciò che gli era stato rubato.

Siamo in una Napoli che non tutti conosciamo. Sì, certo, lo si sa che Napoli proprio sicura sicura non lo è. E poi, dai, è risaputo che i turisti sono sempre invitati a far visita alla città senza gioielli addosso e facendo attenzione alla borsa. Ma fino a che punto conosciamo veramente questa città fatta non solo di cultura, buon cibo e paesaggi mozzafiato, ma anche di criminalità, mafia e degenerazione sociale?

Peppe Lanzetta è un mago nel far immergere il lettore nella Napoli dei bassifondi. Una città povera, costretta alla disperazione e a una vita di imbrogli per sopravvivere. Una città assecondata dalle istituzioni e dai cittadini stessi che, pur di non avere grattacapi, restano al gioco. Ma non solo la città, anche le persone che la vivono. Una squadra di tanti “Diego”. 87 per la precisione. E a capo, Don Salvatore,  un “padre”-padrone, che li gestisce e li sorveglia come un vero padre. Li educa al lavoro di squadra, all’essere sempre uniti e coesi, insegna loro, insomma, a stare al mondo. E grazie a truffe, regolamenti di conti, rappresaglie, ecco che loro campano e lui si arricchisce. E chi ha subito il furto, ecco che si ritrova a ricevere una telefonata con le indicazioni di cosa fare (e quanto pagare) per riottenere ciò che gli è stato rubato. Un’auto, il corpo del proprio caro deceduto, o anche i monumenti, perché no.

Il commissario Peppenella si inserisce alla perfezione in questo contesto. Un uomo la cui vita non è poi tanto facile, si ritrova a dover gestire una figlia ribelle, che cerca di attirare la sua attenzione ma con la quale non riesce a instaurare una relazione. Un uomo spento, che vive passivamente e che si rinchiude nel suo essere burbero forse per non affrontare la vita.

“Il commissario Ugo Peppenella ha cinquantatré anni. Ma si è rotto i coglioni. Aspetta la pensione, a che se sa che è ancora presto. Ha avuto sempre talento, però ultimamente è slabbrato. Pesa centoventi chili su un metro e sessantotto di statura, ha la barba incolta, i capelli arruffati e porta le bretelle su camicie enormi. Fuma Chesterfield che non potrebbe fumare, mangia malissimo e soprattutto a tutte le ore, ama le canzoni di Charles Aznavour.”

Quando si vede costretto a indagare su una serie di omicidi inspiegabili, ecco che si butta a capofitto su kebab e birra per calmare i nervi e cercare di trovare il bandolo della matassa. Ma cos’è che gli sfugge e che sembra essere proprio lì, di fronte a lui, che aspetta solo di essere rivelato?



2014, Cento Autori
pp. 208
prezzo di copertina € 12,50
Tag:  Cento Autori editore, Peppe Lanzetta, commissario Peppenella, Il cavallo di ritorno, Napoli

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