I cento veli di Massimiliano Comparin

Il mistero di una scomparsa di oggi e l’oblio che non cancella il passato

di Sabrina Minetti

Pubblicato venerdì, 31 maggio 2013

Rating: 5.0 Voti: 96
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Courtesy of Dalai
Alessandro è un milanese rampante. La sua vita fila alla perfezione. Fino a quando Gaia, la sua ragazza, scompare inspiegabilmente.

Davanti all’enigma della sua assenza Alessandro si rende conto di non averla mai conosciuta veramente e, attraverso il diario segreto di lei, conosce un sé stesso diverso da quello che pensava di essere o di apparire. 

Prima sospettato numero uno e poi tollerato dal responsabile delle indagini nel suo intento di indagare personalmente sull’accaduto, Alessandro scopre inaspettati risvolti, che da una parte lo costringono a guardarsi dentro e dall’altra lo conducono lontano, fino a Trieste e in Istria, e lungo i meandri di un passato - quello dell’esodo dei profughi istriani e della tragedia delle foibe - che ancora riecheggia e i cui strascichi si intrecciano con la vita di Gaia.

La scrittura di Massimiliano Comparin è bella, evocativa, accurata.

È avvincente e importante ciò che l’autore racconta e appassionanti sono i personaggi: l’intenso Alessandro, travolto dagli eventi, ma capace di coraggio e tenacia davanti all’occasione di evolversi che il destino gli offre, Gaia, solo evocata, per tutto il romanzo, eppure dotata di un emblematico e decisivo spessore, ma anche gli altri, come il colto maresciallo dei carabinieri che adora Schopenauer, o l’inquietante padre di Gaia, o lo spiazzante ricercatore cieco che aiuta Alessandro nella sua investigazione.

Frutto di un approfondito lavoro di studio e ricostruzione storica, ma anche di una partecipe indagine psicologica e sentimentale, I cento veli è un’opera che attraversa i generi (noir, giallo, storico, di formazione), o, meglio, che va al di là del genere.

È letteratura, dunque racconta, mostra, pone interrogativi, senza insinuare risposte preconfezionate o una morale data per certa.

L’autore toglie uno dopo l’altro i veli che nascondono aspetti delle vicende personali di Alessandro e di quelle collettive di un popolo, narra e incalza il desiderio del lettore di capire, senza (pre)giudicare il formarsi di un’opinione personale in chi legge. 

Se gli scorci ovattati del cuore benestante di Milano cullavano la vita di successo, ma miope e di fatto incompiuta, dell’Alessandro com’era prima che Gaia sparisse, è sullo sfondo di ariosi e dispiegati panorami triestini che il protagonista (ri)forma sé stesso: comprende che esiste altro oltre la sua esistenza da yuppie, affronta le proprie emozioni - il vuoto lasciato da Gaia, la progressiva consapevolezza della sostanziale inconsistenza del loro rapporto, il senso di colpa, ma anche il sapore inedito di un nuovo affetto che nasce - e sceglie di andare fino in fondo, di conoscere la sua storia e la Storia.

Ed è nell’abbacinante chiarore di assolati campi lunghi istriani, che si svela, ad Alessandro e ai lettori, la soluzione del mistero della scomparsa di Gaia, grazie all’indispensabile testimonianza di chi ha conosciuto gli orrori di un pezzo di Storia doloroso da ricordare, difficile da ammettere e ancora irrisolto.

Da chiuso ad aperto, da buio a luce, man mano che cadono i veli di un colpevole oblio. Chi c’era può raccontare. Chi ascolta può raccontare a sua volta. E scrivere un romanzo è un modo per far sì che la memoria del passato non si perda e ci guidi nell’interpretare il presente e nel progettare il futuro.

 

2012, Dalai
p. 271
prezzo di copertina € 9,90
Tag:  I cento veli, Massimiliano Comparin, Dalai, foibe, profughi istriani, Trieste, Istria

Commenti

02-02-2014 - 22:50:32 - Federico
ringrazio per la recensione, che mi ha fatto conoscere questo autore e questo romanzo. ho letto un noir teso teso e emozionante e ho scoperto aspetti storici che conoscevo poco. il personaggio di alessandro mi assomiglia e devo confessare che mi sono ritrovato a guardarmi dentro dopo aver letto il libro. cercherò altro di questo scrittore.
03-02-2014 - 09:48:03 - sm
Buongiorno Federico. Grazie della tua lettura della recensione. Puoi seguire l'autore qui: http://www.massimilianocomparin.it/
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