Uomini che odiano le donne. Il remake di David Fincher

A breve nelle sale italiane uno dei film più attesi dell'anno, che pone - come nel bestseller di Stieg Larsson e nella pellicola originale svedese - la figura controversa e problematica di Lisbeth Salander al centro della scena

di Chiara Caretoni

Pubblicato lunedi, 23 gennaio 2012

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Il remake americano di “Uomini che odiano le donne” (in originale “The Girl with the Dragon Tatoo”) è tratto dal primo romanzo della trilogia “Millennium”, di Stieg Larsson, divenuta un vero e proprio caso editoriale dopo la prematura scomparsa dell'autore stesso: i tre romanzi (seguono “La ragazza che giocava con il fuoco” e “La regina dei castelli di carta”), infatti, sono stati tradotti e pubblicati in trenta Paesi, ne sono state vendute, in tutto il mondo, 65 milioni di copie e, infine, sono stati portati sullo schermo dal regista svedese Niels Arden Oplev.

Il primo capitolo del “Millennium” hollywoodiano uscirà nelle sale cinematografiche italiane il 3 febbraio 2012 e, a giudicare dal successo mondiale ottenuto dalle versioni precedenti, è certamente uno dei film più attesi dell'anno.
 
Ciò è dovuto anche alla straordinaria qualità del cast tecnico e artistico, composto dal regista David Fincher, famoso per aver diretto grandi successi quali “Seven”, “The Social Network” e “Il curioso caso di Benjamin Button”, dall'attore David Craig (l'attuale 007), che interpreta il personaggio maschile Mikael Blomkvist, e soprattutto dall'attrice semi-sconosciuta Rooney Mara, alla quale è toccato il ruolo assai controverso della protagonista Lisbeth Salander.
 
Il film rimane molto fedele alla trama e, rispetto all'omonimo svedese, la soluzione del caso di cui si occupano Mikael e Lisbeth, ossia scovare l'assassino della nipote di un ricco industriale, è spiegata molto più chiaramente.

Dalla conferenza stampa di pochi giorni fa a Roma, organizzata per la presentazione del film, si è appreso che il remake ha come obiettivo quello di scandagliare maggiormente, rispetto all'originale, gli aspetti caratterizzanti di Lisbeth, figura chiave della saga, di porre maggior enfasi sul rapporto viscerale che coinvolge la donna con il giornalista Mikael e, infine, di dar forte rilievo al concetto di violenza, fisica e psicologica, supportato da sequenze d'azione estrema, con cui la protagonista deve convivere dalla nascita.

La figura di Lisbeth si oppone, piuttosto considerevolmente, al mito di donna che popola l'immaginario collettivo: le violenze e le umiliazioni subite nell'infanzia hanno segnato la sua vita, il suo temperamento e la sua estetica. È una ragazza borderline, continuamente isolata dalla società, immersa in una cupa solitudine e determinata a non voler entrare in contatto con il resto del mondo.
 
Anche il suo aspetto fisico, che ricalca per molti versi il look punk di strada, risponde perfettamente alla sua emarginazione e nasconde la difficoltà a interagire con la realtà circostante. Dietro a questa corazza, però, Lisbeth cela un'intelligenza e un'abilità fuori dal comune: elementi, questi, che le permettono di riscattarsi e impediscono che il degrado e la sofferenza prendano il sopravvento su di lei.
 
Ci si affeziona facilmente a questa donna perché, nella sua diversità, percepiamo la necessità di riscattarsi da una vita che è stata profondamente ingiusta; è naturale sperare che la sua rivincita abbia luogo. In ciò risulta essere fondamentale il suo rapporto con il giornalista Blomkvist, con il quale la donna si troverà impegnata a risolvere il fitto intreccio che porta al caso di omicidio su cui indagano.
 
Come afferma lo stesso regista Fincher, il legame che unisce i due va al di là di una semplice collaborazione: Mikael, infatti, è diverso da tutti gli uomini che Lisbeth ha conosciuto, rispetta l'animo e la sensibilità femminili e non usa la violenza per imporre la propria personalità.
E la complicità nata tra loro è tale che per la prima volta la donna riesce ad avvicinare una persona del “mondo esterno” e a fidarsi di essa.


MILLENIUM. UOMINI CHE ODIANO LE DONNE

Nelle sale cinematografiche: 3/02/2012
Regia: David Fincher
Cast: Daniel Craig, Rooney Mara
Genere: Thriller, Drammatico
Paese: USA 2012
Durata: 158 minuti
Tag:  Uomini che odiano le donne, Millennium, Stieg Larsson, trilogia, remake, David Craig, Rooney Mara, Lisbeth Salander

Commenti

28-01-2012 - 18:44:31 - anna karenina
mannaggia, lui è disgraziatamente troppo bello rispetto all'originale del libro e del film svedese...
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