Sabrina Minetti

Lavoro nel settore della formazione professionale, convinta che cultura e competenze siano chiavi di volta per combattere l’esclusione sociale e la marginalità. Insegno comunicazione e metodologie didattiche e sono progettista e ricercatrice in ambito formativo. Mi occupo anche di comunicazione istituzionale e marketing di progetto. Sono tutor e cultore della materia di Lingua inglese presso l’Università degli Studi di Milano. Inoltre scrivo: nel 2011 Autodafé Edizioni ha pubblicato il mio romanzo l’Isola dei voli arcobaleno e ho partecipato all’antologia noir a scopo benefico 365 storie cattive.
  • Nome: Sabrina Minetti
  • Qualifica: Collaboratrice
  • "TU" in tre pregi e tre difetti:
    Pregi: sono in un costante stato empatico con ciò che mi circonda, faccio un sacco di cose, profondo incrollabile slancio in tutto ciò che faccio
    Difetti: i miei pregi diventano anche i miei difetti, se non esercito autocontrollo; e spesso non lo esercito
  • Che percorso hai fatto per arrivare a collaborare con MRS?
    Ho conosciuto Carlotta Pistone grazie a una comune amica libraria. Io scrivo e Carlotta scrive di chi scrive: il gioco è stato presto fatto.
  • Lavori con più uomini o con più donne?
    Con uomini e donne, in modo abbastanza equilibrato
  • Preferisci lavorare con uomini oppure con donne? Perchè?
    Con gli uomini, spesso, c’è più leggerezza, più divertimento, ma dopo resta a noi donne più lavoro da fare; con le donne c’è più finalizzazione, più operatività condivisa, più efficienza.
  • Cosa ne pensi della donna del XXI secolo?
    Penso che le donne di oggi devono affrontare una duplice sfida: quella di vivere e affermare il femminile in un mondo che è sempre più difficile per entrambi i sessi.
  • Il tuo rapporto con la politica
    Ho fatto politica. Credo che ognuno abbia il diritto, ma anche il dovere di esercitare una cittadinanza attiva; possono esserci periodi in cui questo non è possibile, ma altri in cui le circostanze della vita ci danno più tempo e opportunità: in quei momenti non bisogna tirarsi indietro. Si guadagna in autostima ad averci almeno provato.
  • Il tuo rapporto con la religione
    Mi definirei una materialista mistica. Spero, più che credere, in un ordine superiore delle cose. Sono insofferente ai dogmi. Avverto però, molto intensamente, richiami spirituali, specie in certi luoghi e nell’ incontro con le persone, alcune in particolare. Non so se ho risposto alla domanda, ma questo è ciò che mi viene in mente, parlando di religione.
  • Il tuo idolo del giornalismo
    Ammiro tutti i giornalisti che per amore di cronaca e nel nome della libertà di informazione arrivano a mettere a repentaglio la loro serenità, se non la loro vita. Molti di loro sono degli illustri sconosciuti, che operano in paesi lontani, fuori dalle logiche dei grandi gruppi di informazione, e non sappiamo neanche il loro nome.
  • Lo scoop giornalistico che avresti voluto fare tu
    Mi ha sempre colpito il lavoro dei corrispondenti di guerra, ma anche quello dei cronisti di un tempo. Mi sarebbe piaciuto documentare, in diretta, fatti storici come la scoperta dell’America o la presa della Bastiglia.
  • La tua citazione famosa preferita
    “Per vedere una cosa bisogna guardarne un’altra”. E’ di William Least Heat - Moon, nel suo romanzo Strade blu.

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