Fin da bambina ho sempre considerato leggere i giornali e ascoltare i tg un’esperienza “forgiante”. Guerre, morti, scandali, disastri ecologici, effetti della crisi e manovre economiche occupano la maggior parte dello spazio e del tempo a disposizione del fruitore, lasciando alle notizie positive, una percentuale esigua. Certamente insufficiente a farci pensare che il mondo e la società in cui viviamo è anche un luogo positivo, dove la speranza di costruire un futuro migliore è ben riposta.
Ultimamente però qualcosa è cambiato. In modo sensibile, forse sottile ma comunque si tratta di un cambiamento registrato a diversi livelli, non ultimo quello economico, fattore che mi fa ben sperare. Mi riferisco all’ormai crescente interesse dei media per siti, forum e in generale tutte le iniziative ideate e gestite da donne a difesa delle donne. Storie vere di successi, piccoli o grandi, che fanno sorridere e che danno spazio alla speranza. La rete come fattore aggregante, crea quella solidarietà che non è mai stata consona al mondo femminile.
Per citare alcune di queste iniziative, le ultime segnalate dai quotidiani: radiomamma.it ad esempio, un sito creato da una giovane milanese che si basa su un network di mamme che monitorano i quartieri della città, segnalando bonus e disservizi; o il cliccatissimo sito miglioraroma.com, creato da una mamma ex libera professionista nel settore televisivo, che si occupa sempre di servizi sul territorio romano. Sono sempre di più, in Italia e nel mondo, anche i blog di successo in cui le mamme, giovani e non giovanissime, in carriera o no, raccontano le proprie esperienze e i problemi incontrati, confrontandosi con un consistente numero di lettrici fedeli, che hanno gli stessi problemi.
È il numero di contatti al giorno infatti, il dato che sta facendo riflettere e che sta creando quel sensibile cambiamento nell’informazione. Le donne, che come abbiamo già detto, sono assidue navigatrici della rete, si stanno facendo sentire e usano il web per fare lobbying per migliorare il sistema, per crescere meglio i propri figli, per avere una qualità di vita migliore. La notizia positiva è che sta funzionando. I numeri arrivano, la società risponde.
Anche le aziende se ne sono accorte e il mercato pubblicitario di conseguenza. Complice la crisi, aumentano le campagne online e diminuiscono quelle televisive. I siti, i portali e i blog trovano sponsor e incrementano i contenuti “user generated” ovvero creati dagli utenti che ormai abbiamo appurato essere in buona parte donne.
All’estero, in America e in Inghilterra, paesi che nel settore “pari opportunità” sono avanti rispetto a noi italiane, le donne oltre a fare lobbying e a intervenire nella vita sociale, scendono sempre più spesso e numerose in politica. Nel nostro bel paese per ora, le donne che amano e fanno politica sono ancora poche. I numeri in parlamento parlano chiaro.
Manca poco ormai però ad infrangere il taboo italiano donne e politica. I cambiamenti ormai anche qui viaggiano veloci, alla velocità della fibra ottica.