
Le dita si muovono freneticamente sulla tastiera del pc. Non sono io a comandarle, ma le lacrime che non riesco in alcun modo a frenare. Credo si percepisca dai miei post una smisurata passione per il calcio, tra tutti gli sport.
Ma il lavoro mi ha sempre imposto un’attenzione globale verso le altre realtà, e col tempo ho imparato ad apprezzare anche il resto. Nel resto includo la
MotoGp.
Appunto, la MotoGp. Il regno che fu del nostro Valentino Rossi, e che, in tempi più recenti, ha visto troneggiare Lorenzo e Stoner. L’universo che oggi, domenica 23 ottobre 2011, assiste impietoso allo spegnersi di una delle sue stelle più pure e brillanti. Marco Simoncelli è morto sul circuito di Sepang.

Un tragico incidente, occorso al secondo giro del
Gran Premio di Malesia, costa la vita all’abile pilota della
Honda, a un simpaticissimo ragazzo di soli
24 anni, alla macchietta romagnola che tanto ci faceva sorridere. Già, l’imperfetto è d’obbligo…perché il Sic se ne è andato, quasi un anno dopo la morte di un’altra giovane speranza delle due ruote, quel
Tomizawa scomparso a Misano dopo uno scontro molto simile a quello avvenuto a Sepang.
Ci sarà tempo per scrivere di lui, per raccontare chi fosse Marco Simoncelli, campione del mondo della 250cc nel 2008 e incredibile promessa della MotoGp. Ma non sta a me celebrarne le gesta in sella alla sua moto.
Quel che mi preme è salutarlo, ricordarlo nei suoi folti e buffi capelli ricci e nell’esilarante parlata romagnola. E, egoisticamente, condividere il grande dolore che provo in questo momento…
Ciao Sic!