Donne dicono NO! continua...

Le iniziative non mancano e abbiamo chiesto a Sara Mago di raccontarci in cosa consistono

di Silvia Menini

Pubblicato lunedi, 14 febbraio 2011

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Dopo il grande successo dell'iniziativa Donne dicono NO!, conclusasi il 31 gennaio e che ha visto partecipi 161.000 donne, Sara Mago continua la campagna allargando il raggio d'azione. L'abbiamo intervistata per approfondire.

La settimana dedicata all'iniziativa “DONNE DICONO NO!” è terminata ma gli iscritti alla pagina non si sono fermati. Pensi che questa campagna possa continuare, al di là dello spazio temporale in cui era prevista?
In sostanza mi hanno pregato di continuare, perché, testuali parole, l'iniziativa "è troppo importante per loro". Ed io come potevo tirarmi indietro? Per questo ho lasciato aperto lo spazio dell'iniziativa, come anche quello della pagina Facebook dedicata al mio blog Società Usa e Getta.
Oltre a continuare a postare immagini, si discute degli accadimenti attuali, come le tante manifestazioni organizzate nelle piazze. Il timore diffuso è di una banalizzazione della "questione femminile" - che si rivela oggi ancor più problematica e complessa - a una mera reazione di indigno moralista antiberlusconiano, che rischia di scemare sulla scorta dell'attualità politica.
Il rischio è quindi di essere usate ancora. 
Allora in questi spazi collettivi si fanno proposte, si dibattono tematiche importanti che riguardano il mondo femminile e che rischiano di essere trascurate, come la precarietà forzata delle donne sul mondo di lavoro, che maschera con flessibilità la deresponsabilizzazione sociale nei confronti per esempio della maternità, il sessismo. Insomma il mondo femminile a 360°. 
Si stanno facendo proposte d’impegno civico, come gruppi autonomi di pressione, che vanno a fare domande alle sedi di partito. 
Le donne approfittano così di questi spazi perché qui si sentono libere, al di fuori della strumentalizzazioni faziosi.
Si stanno facendo proposte su come promuovere questo che è ormai diventato un "movimento": video virali di sensibilizzazione, canzoni, pubblicazioni, cortometraggi.
È tutto molto bello e collaborativo, anche se non lo nascondo, per me molto impegnativo. Quello che per me era uno spazio dedicato ai miei "sfoghi critici" personali, ora è diventato qualcosa di più complesso e "collettivo". 
Sono stata letteralmente inondata da donne che sentono forte l'esigenza di far sentire la loro voce, con tutti gli strumenti che hanno a disposizione.. l'arte, la cultura, l'impegno. 
Quello che vedo poi forte è l'esigenza di una ricerca d’identità, di modelli forti a cui riferirsi, e lo stanno facendo ripescando dal passato, ma anche attraverso il confronto le une con le altre. E' davvero una bellissima esperienza.

Sul tuo blog “Società usa e getta” sono elencate altre attività in corso, come il documentario “La città delle donne”. Ce ne vuoi parlare?
Mi ha scritto una regista italo tedesca, per una stranissima coincidenza originaria della mia stessa regione, le Marche. È rimasta molto colpita dall'iniziativa IO SONO... ed ha deciso anche lei di fare qualcosa, di mettere la sua professionalità a disposizione dell'impegno nei confronti delle donne italiane, che ora ne hanno tanto il bisogno. Girerà un cortometraggio di 90 min sulle donne italiane chiamato "La città delle donne", come l'omonimo film di Fellini, dove racconterà storie di vita di donne italiane. Inizialmente l'idea era di raccogliere le testimonianze delle donne partecipanti all'iniziativa... ma il materiale è talmente vasto che è difficile fare una cernita. Così si è optato di lanciare un appelo per coloro che vogliono raccontare la loro storia di "Donne che dicono NO!" e candidarsi autonomamente. 
Sono già arrivate tante candidature, dalla donna che ha voluto ricordare le donne della sua famiglia, all'associazione di donne rom, all’ex manager che si è trovata costretta ad abbandonare il suo lavoro a causa del mobbing subito con la venuta del primo figlio. Le candidature sono ancora aperte.
Il corto andrà in onda sull'emittente franco-tedesca ARTE' l'8 Marzo, ma quello che ci piacerebbe è organizzare delle proiezioni anche qui in Italia.

Il video musicale della rock band calabrese “Le rivoltelle”. Qual è l'obiettivo e in cosa consiste?
È stata una bellissima coincidenza. La Rock Band ha inciso un brano "Donne Italiane", che parla proprio della valenza delle donne italiane "che hanno fatto la storia". È stato quindi spontaneo per la Band aderire all'iniziativa "IO SONO...", chiedendo alle partecipanti di segnalare figure di donne italiane particolarmente valorose che avrebbero voluto vedere nel video. Anche qui la partecipazione è stata molta, e il video è già on line.  

 

Cosa possono fare gli uomini che si sentono vicini a questa problematica?
Non chiediamo conferme o un "riconoscimento", noi siamo! Siamo noi donne già capaci di autodeterminarci. Quello che noi chiediamo è collaborazione e condivisione d’intenti. Temi quali il diritto a un lavoro meritocratico e all’autonomia, alla difesa dall’uso e abuso di donne e minori, a una maternità tutelata e “servita”, vissuta non come handicap ma come un arricchimento della società, di essere padrone di noi stesse e del nostro apparire, contro ogni pressione sociale o di genere… diritti imprescindibili in una società evoluta e armonica, e che riguardano TUTTI.
Tra l'altro più che un problema di "diritti" è più un problema culturale, è imprescindibile crescere insieme in tal senso. 

Quali iniziative li vedrà protagonisti?
E' stata creata una Pagina Facebook Uomini insieme alle donne che dicono NO! ed affermano "IO sono  http://www.facebook.com/pages/Uomini-insieme-alle-donne-che-dicono-NO-ed-affermano-IO-sono-/188412261179756?v=app_4949752878&ref=mf e l'evento Facebook Uomini che rispondono MI PIACI alle donne che affermano IO SONO http://www.facebook.com/event.php?eid=191951250829595 che simbolicamente culminerà il giorno di S.Valentino.
L'idea è di spingere gli uomini a sfogliare gli album collettivi creati dalle donne, dove hanno pubblicato i modelli a cui si ispirano. Scegliere una donna "simbolo" scelta da un'altra donna, condividere il link sulla sua bacheca, scrivendo "Mi Piace".
Anche questa è un'iniziativa simbolica, di conoscenza reciproca e condivisione. E' stata appena lanciata, vedremo quali saranno i risvolti. Da notare che comunque, già lo "scambio" e la partecipazione degli uomini c'è stato nel momento della pubblicazione delle storie da parte delle utenti. Lo scopo di quest’ulteriore iniziativa è "di farli sentire accolti" e non esclusi da una "questione sociale" che li coinvolge direttamente.
Non mi aspetto la stessa partecipazione della prima iniziativa "al femminile", anche perché ora è un po’ venuto meno l'aspetto "innovativo", visto che la miccia è ormai accesa e si moltiplicano diverse altre iniziative on line... tra l'altro anche qui molto politicizzate. E questa forte connotazione di "scontro ideologico" purtroppo distrae - e alcune volte aimè distanzia - dalla sostanza dei valori che si vuole comunicare.  
Purtroppo il dibattito politico ci sta ancora dividendo in "fazioni in lotta", e sta contrastando quella che per noi sarebbe più utile, una crescita culturale condivisa. Comunque ci saranno altre idee anche dopo la fatidica data del 13 Febbraio, quando forse si placherà questa isteria - da cui cerchiamo di non farci troppo travolgere senza perdere i valori e i significati che ci hanno uniti - e si potrà badare meglio alla sostanza.
Si sta pensando, perché no, anche a degli incontri "nel reale".
Tag:  Sara Mago, Società usa e getta, Facebook

Commenti

14-02-2011 - 18:41:03 - Nicoletta Volpe
E' un'iniziativa fantastica che sento e condivido profondamente. Grazie, davvero grazie, a chi come te impiega tutte le proprie energie e gli intenti migliori per far sentire la nostra voce! IO SONO!
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