Genitori italiani, figli bilingue

Come crescere un bambino bilingue: intervista alla fondatrice di Bilingue per gioco, Letizia Quaranta

di Sara Avesani

Pubblicato venerdì, 19 novembre 2010

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Photo courtesy of Letizia Quaranta
Cosa si intede con il termine "bilinguismo"?
"Nell'accezione comune è l'abilità di parlare due lingue con la stessa facilità o quasi. Nel linguaggio tecnico si usa per indicare qualsiasi livello di conoscenza di due lingue da parte della stessa persona. Le aree di bilinguismo sono quelle in cui le due lingue coesistono simultaneamente".
 
In Italia, come in altre zone d’Europa, il numero di coppie miste è aumentato notevolmente e non solo per i fllussi dell’immigrazione ma soprattutto perché è cambiato il nostro modo di vivere. La tecnologia ha moltiplicato i contatti fra le persone che si muovono e viaggiano sempre più facilmente. Ci si sposta in Europa, ci si sposta nel mondo, per lavoro e per divertimento. Il web ha abbattuto qualsiasi barriera. Tutto questo ha contribuito a creare nuove tipologie di relazione, nascono nuove famiglie perché le differenze culturali e linguistiche non rappresentano più un ostacolo. Le unioni miste ora sono più libere, meno vincolate da imposizioni familiari, culturali e religiose. Le identità che le compongono sono in continuo divenire e "i rapporti che nascono sono più modificabili, o quanto meno più dialogabili”.
 
Credo sarà capitato anche a voi di incontrare delle coppie con un genitore straniero con, a seguito, dei bambini che passavano dall’italiano all’inglese o al tedesco con una naturalezza disarmante: sono più che convinta che in quell’istante abbiate provato un po’ di sana invidia, pensando fra di voi “così piccoli e già ad un così avanzato livello di inglese!”. Sono bambini bilingue ed in futuro avranno sicuramente una chance in più.
 
Ma solo le famiglie bilingue possono crescere bambini bilingue? Letizia Quaranta, mamma di un bimbo bilingue e fondatrice di Bilingue per gioco, ha una certezza: “i nostri bambini saranno cittadini del mondo ed è nostro dovere crescerli come tali. Sereni, sicuri di sé, col sorriso in faccia e il mondo in tasca, capaci di gestire le difficoltà e curiosi di conoscere".
 
La fondatrice di questo fantastico blog ci svela che anche le famiglie non madrelingua possono crescere i loro figli bilingue e ci mette in guardia dai luoghi comuni che sul bilinguismo si sprecano. "In realtà, come non esiste una definizione univoca di bilinguismo, così non esistono regole precise su chi, come e quando può crescere bambini bilingue. Sempre più esperti consigliano anche alle famiglie che non sono madrelingua, e che lo desiderino, di insegnare una seconda lingua ai bambini". 
Il mondo di oggi, così linguisticamente più variegato e così ricco di diversità, "impone ai genitori di trovare ogni soluzione possibile per agevolare i propri figli": imparare una lingua straniera già nella prima infanzia può essere di grande vantaggio per il domani. "Oggi quasi tutti i genitori si domandano se e come possono aiutare i figli ad imparare una lingua straniera". Letizia è convinta che tutti coloro che veramente e fortemente vogliono crescere i propri figli bilingue possono effettivamente farlo e il blog che ha creato è il punto d'incontro e di partenza per le famiglie che condividono questi ideali.
 
Da dove nasce l'idea del tuo blog " Bilingue per gioco"?
Dalla mia esperienza personale: sono mamma di un bambino bilingue, italiano-inglese, e prima di aprire il blog non avevo nessuno con cui condividere la mia esperienza, dubbi e soddisfazioni.
 
Quando si pensa al bilinguismo si pensa a dei genitori stranieri. Sul tuo blog ho letto invece che il bilinguismo è possibile anche per bambini con genitori entrambi italiani?
Innanzitutto due premesse.
- Esistono molte definizioni di bilinguismo, ma il bilingue "perfetto" è molto raro, anche le mamme madrelingua di bambini bilingui sono spesso deluse perché i loro bambini parlano poco la seconda lingua.
- La finestra nella quale si ha una massima predisposizione per le lingue è la prima infanzia, l'esposizione precoce alla seconda lingua facilita poi l'apprendimento sul medio e lungo termine, se, è bene precisare, viene vissuta dal bambino in modo positivo ed emotivamente appagante.
Detto ciò, far entrare una seconda lingua nella vita quotidiana è cosa molto più semplice di quanto non sembri, si tratta di cantare canzoncine nella seconda lingua, leggere dei libretti, più avanti (solo dopo i 3 anni) proporre dei cartoni animati. Chi vuole magari può anche giocare un po' con la lingua, chiaccherare, inventarsi dei piccoli giochi. Cose semplici, da bambini.
 
Quali sono i metodi per crescere il proprio figlio bilingue, sia con uno dei due genitori stranieri sia con entrambi genitori della stessa nazionalità?
E’ un argomento molto ampio, cito due formule classiche: Minority Language at home, cioè in casa tutti parlano la lingua minoritaria, o secondaria, e One Parent Language, ossia ogni genitore parla sempre la sua lingua al bambino. In realtà queste formule sono estremamente semplificative, non esauriscono tutti i casi possibili, e comunque ogni famiglia le implementa in modo diverso. La differenza sta nei dettagli, nelle piccole cose, le piccole interazioni quotidiane. E devo dire, anche le domande dei genitori spesso riguardano le piccole decisioni quotidiane, che però sono determinanti nell'influenzare il processo di bilinguismo.
 
La società di oggi, fortunatamente più ricca di culture e lingue differenti, è fonte di iniziative che sostengano il bilinguismo o ancora no? Esistono dei centri d'incontro, corsi a cui i genitori possono accedere con i propri figli per confrontarsi concretamente fra di loro e con esperti in materia?
Poco, pochissimo direi... Ci sono un numero esiguo di playgroup, gruppi di gioco in lingua, che sono spesso lasciati alla buona volontà di mamme che non lavorano. Io tramite Bilingue per Gioco organizzo playgroup Learn with Mummy, per dare a genitori e bambini l'opportunità di giocare insieme in inglese, al momento a Roma e Verona. Ogni tanto viene organizzata qualche conferenza, ma in genere si dibatte ancora  sul tema "lingua e integrazione" e siamo molto lontani dal cercare risorse che aiutino le famiglie e i bambini bilingui.
 
Esistono delle "controindicazioni" a questo processo di bilinguismo per lo sviluppo del bambino?
Una sola controindicazione: il desiderio dei genitori di vedere il bambino ottenere risultati strabilianti, di avere un bambino speciale, di vivere la lingua come un traguardo importante. La lingua è un percorso (peraltro lunghissimo), è uno stile di vita, è cultura e passione. Solo se vissuta in questo modo la lingua diventa anche gioia e apertura verso il mondo e le mille opportunità che esso ha da offrire.
 
Che consigli daresti ad una mamma che, come te, decide di iniziare a crescere i propri figli bilingue?
Di partire da sé stessi, dal proprio desiderio di conoscere e parlare le lingue, e di farle entrare nella propria vita con naturalezza ma senza aspettarsi un percorso a tappe serrate. Di scoprire la lingua insieme ai bambini giorno per giorno, e di cercare sempre nuove idee e nuove esperienze da associare alla lingua.
 
 
Tag:  bilinguepergioco.com, bilingue per gioco, playgroup, blog, Letizia Quaranta

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