Poesie antirughe. Intervista all'autrice: Alessandra Racca

Poetessa delle donne e delle grandi piccole cose di tutti i giorni, la Signora dei calzini Alessandra Racca si racconta sulle pagine di MRS

di Carlotta Pistone

Pubblicato martedi, 13 marzo 2012

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Courtesy of Neo Edizioni
Ciao Alessandra! O forse preferisci essere chiamata Signora dei Calzini?? Per cominciare potresti presentarti brevemente alle lettrici e ai lettori di Mondo Rosa Shokking?
Ciao, direi che Alessandra Racca e Signora dei Calzini vanno bene entrambe: sono sempre io. Il fatto di avere due personalità, mi rendo conto, potrebbe generare qualche perplessità, dunque è il caso che mi presenti e forse il modo migliore di farlo è con una poesia – che è precisamente ciò che io faccio: scrivo poesie –. Quella che vi propongo è la poesia che ha dato “vita” alla Signora dei Calzini, un alter ego poetico che, quando per le prime volte mi trovavo a leggere i miei versi in pubblico, utilizzavo per vincere la timidezza. E’ anche la poesia che ha dato il titolo alla mio primo libro, Nostra signora dei Calzini, appunto.
 



Nostra signora dei calzini
 
Due calzini
uno brutto e uno bello
li compero ogni autunno.

Due calzini,
uno brutto e uno bello
si perdono: ogni autunno.

C’è un luogo, signora,
dove si perdono i calzini,
c’è, signora,
in ogni casa.

La signora che vende i calzini
sorride
e ha quella certa comprensione
negli occhi:
è d’accordo con me.

Ci accaniamo
per un buon cinque minuti
io e la signora
sui calzini scomparsi
e su chi li faccia scomparire.

Dopo mi sento meglio,
ma non mi volto a guardare:
la voglio pensare assorta,
la signora dei calzini,
con una certa profondità negli occhi
con una certa comprensione per me.

Perché ciò che veramente volevo dirle
ciò che veramente mi infastidisce
è che ho perso qualcosa
che ieri sera avevo capito
e che ora non so più,
non me lo ricordo.

C’è un luogo, signora,
dove si perdono i pensieri,
c’è, signora,
in ogni corpo.

Perciò ho due calzini nuovi
in borsa,
uno bello e uno brutto,
due calzini perduti
in casa,
uno bello e uno brutto,
e ho il cuore terribilmente confuso.

Nel 2011 hai pubblicato una raccolta di poesie per la NEO Edizioni, a cui hai dato un titolo che è tutto un programma: Poesie Antirughe. Di che cosa parlano, a chi sono rivolte e qual è, nel contesto del libro, il significato della parola antirughe?
Sai, è molto difficile se non impossibile scrivere poesie “rivolgendole a qualcuno”: le poesie hanno come una vita propria, emergono portando a galla cose che a volte non sapevi nemmeno fossero lì, senza che sia troppo possibile “addomesticarle”. Tutto quello che puoi fare è dare loro forma con il linguaggio. Tuttavia, quando si è trattato di raccogliere le poesie che avevo scritto nel corso degli ultimi due anni, ci siamo resi conto che la maggior parte delle poesie ruotavano attorno ad alcuni temi comuni: il mondo delle donne e il tempo che scorre. Credo che “Poesie antirughe” sia quindi un libro che parla molto alle donne, perché le poesie che contiene affrontano lati differenti del mondo femminile, dalla maternità alle scarpe con i tacchi, dal rapporto con la madre a quello con le amiche, ai riti estetici di questo secolo – la crema antirughe, la pulizia del viso, il parrucchiere -, mostrando il lato comico e drammatico di essere una donna oggi. Si tratta infatti del libro dei miei trent’anni, un momento, credo, molto potente della vita di una persona. Questi sono anni in cui sto realizzando in maniera forte “che tipo di donna sono”: come diceva Simon de Beauvoir: non è sufficiente nascere donne, bisogna diventarlo. Questo significa inevitabilmente fare i conti con lo scorrere del tempo, che è appunto il secondo nucleo tematico del libro.
 
La raccolta è poi suddivisa in quattro macro capitoli: Le ragazze sorridono nel sonno, L’amore al tempo dei licantropi, Certe volte anche i pesci sprofondano, Settenane. Qual è il fil rouge che unisce le poesie di ciascun capitolo?
Le ragazze sorridono nel sonno è appunto un libro dedicato al mondo delle donne, a quella che alcune definiscono “donnità”, con una parola che mi piace molto.
L’amore al tempo dei licantropi è la sezione dedicata all’amore, declinato però in maniere un po’ “storte”, trasversali. Mi vanto di aver scritto la poesia d’amore con il titolo meno romantico di sempre: Niente piccioni.
Certe volte anche i pesci sprofondano è appunto un capitolo-mare, dove navigano poesie d’argomento diverso, molte però accomunate da un discorso sul tempo e sul suo scorrere.
Settenane, infine, è una sezione di saluto: sette poesie “nanette”, brevi brevi per dar spazio a quei pensieri-illuminazioni che a volte ti colgono mentre passeggi per strada, fai la spesa o prendi un caffè.
 
Molti dei tuoi testi sono ironici, altri cinici, in alcuni si legge anche un po’ di amarezza. Dialoghi o fai parlare oggetti, parti anatomiche, indumenti, improbabili essere umani o sovrannaturali. Insomma, la fantasia non ti manca e nemmeno una spiccata sensibilità femminile. Quali sono le tue fonti di ispirazione e quanto delle tue esperienze e della tua personalità metti, di solito, nei tuoi scritti?
Direi che il mondo, con le sue meraviglie, atrocità e cose di tutti i giorni è una fonte di ispirazione continua. Credo che le mie poesie siano molto “terrene”, legate alla mia vita quotidiana, a quello che mi succede qui e ora. E’ una poesia “da calzini”, che parla di piccole cose comuni, oggetti, esperienze quotidiane usandole come lenti per osservare aspetti della vita po’ più grandi e misteriosi.

Inoltre tutti i tuoi testi, mai noiosi - come invece, a torto, si ritiene spesso siano le poesie - portano a riflettere su diversi aspetti che accomunano molte donne, quelle comuni, nella loro quotidianità. Cosa pensi della donna del XXI secolo?
Ho due risposte a questa domanda.
La prima. Penso che le donne siano i super eroi di questo secolo. Vedo attorno a me donne eccezionali, con potenzialità enormi, penso che siamo come un super eroe da giovane, al momento in cui scopre i suoi poteri e quasi non ci crede e deve capire come usarli, cosa farne, si domanda se uscire allo scoperto. Se penso alle donne di questo secolo mi viene in mente questa immagine.
“Grandi poteri, grandi responsabilità”, diceva un super eroe dell’altro secolo...
La seconda. Non lo so. Sono dentro a questo secolo, dentro “l’essere donna in questo secolo”, ed è difficile dare un quadro generale di un fenomeno che stai vivendo. Penso che la mia generazione, così bistrattata e apparentemente poco significativa, visti gli scarsi poteri politici ed economici che ha e avrà, stia vivendo degli enormi cambiamenti e non riesco a indovinarne le direzioni. Credo che, noi donne, dobbiamo essere molto brave a fare resistenza e a combattere certe tendenze a riportarci indietro che si sentono nell’aria…
 
Tu hai anche un bellissimo blog, Signora dei calzini, appunto, in cui si trovano, oltre a poesie e pensieri editi e inediti, anche la traccia e gli appuntamenti legati a tutte le tue attività che ruotano attorno all’universo poetico. Quando è nato il blog e cosa pensi del web come mezzo per diffondere e condividere il tuo estro artistico?
Il blog è nato quattro anni fa e da subito mi è sembrato un grande strumento. Io uso il web diciamo “selvaggiamente” per diffondere e condividere le cose che scrivo e faccio, è una enorme risorsa, agile, veloce, che ti dà ampie libertà e possibilità, in cui fare incontri interessanti. Francamente, in questo momento, non saprei farne a meno.
 
Dicevamo delle tue innumerevoli attività e iniziative legate al mondo della poesia. In particolare hai scoperto di avere anche una vena teatrale che metti in scena attraverso reading di ogni genere, da quelli accompagnati dalla musica ad altri spiritosamente erotici, sempre e comunque ironici e frizzanti. Ce ne vuoi parlare, magari accennandoci anche alle prossime date e location in cui sarà possibile assistere alla tue performance live?
La poesia è anche e moltissimo corpo. L’ho intuito tempo fa, ma grazie all’attività degli ultimi anni, lo sto sperimentando più che mai. Mi piace così proporre i miei testi accompagnandoli in giro con la mia voce e il mio corpo e collaborando con altri artisti, musicisti e musiciste per lo più. In questi anni ho messo in piedi delle performance in cui gioco a spruzzare di teatro il reading puro. Sono: Nostra signora dei calzini, dedicato ai calzini e alle poesie, appunto, Eroticismi, una specie di divertito e ironico pseudo-spogliarello incentrato sui temi della sessualità e dell’affettività, Non mi rompere, che gioca sul femminile ed è nato grazie alla collaborazione con la cantautrice Chiara Raggi. E infine Poesie antirughe live, un reading legato al libro Poesie antirughe e musicato da due brave musiciste: Chiara Maritano e Donatella Gugliermetti.
Per saperne di più basta dare un’occhiata al mio blog www.signoradeicalzini.it: lì si trova il calendario dei prossimi appuntamenti, materiali video e qualche spiegazione in più.
Vi invito tutte a vedere uno dei miei live.
 
Progetti poetici, e non, in cantiere?
Sto scrivendo un libro che c’entra con la poesia ma non è una raccolta di poesie… non posso ancora dire nulla.
 
Chi vorresti ringraziare per la donna e la scrittrice che sei diventata?
Un sacco di persone: i miei genitori, i miei nonni, mia zia Wanda, le mie maestre delle elementari, mia sorella, le scrittrici, gli scrittori, le artiste e gli artisti che mi hanno cresciuta con il loro lavoro, gli amici e le amiche che mi hanno scavata dentro, una donna di nome Ester che mi ha aiutata a frugare nella mia psiche, un maestro di scrittura e anche di vita di nome Domenico, un amico con il quale ho sperimentato la scrittura a due mani di nome Andrea, gli uomini che mi hanno amata e fatta crescere. Qualcuno che non sospetto nemmeno, ma che in qualche modo misterioso mi ha cambiata, capita più spesso di quanto crediamo. Me stessa.
 
Una tua icona femminile, passata o presente, famosa o non?
Dorothy Parker.
 
C’è una poesia della raccolta Antirughe a cui sei particolarmente legata? Perché?
Sì, si intitola Mia nonna una volta ha fatto la rana.
Voglio molto bene a questa poesia perché ogni volta che la leggo mi fa pensare a quanto sono stata amata.
 
Vuoi dedicare una delle tue poesie alle lettrici di Mondo Rosa Shokking?
Certo, è la poesia che ho dedicato a una mia amica, Elena, dopo una notte di chiacchiere, di quelle che solo fra donne...
 
No, non sono le gemme sugli alberi:
è che certe notti, amica mia,
le nostre parole
profumano.

E non confondere queste
con le voci dell’alba:
sono le nostre madri
che sorridono nel sonno
sono le nostre nonne
che fanno capriole sui tetti.


Il BLOG di Alessandra Racca: www.signoradeicalzini.it
 

POESIE ANTIRUGHE
di Alessandra Racca
2011, Neo Edizioni
pp. 132    € 10,00
Tag:  Alessandra Racca, Poesie antirughe, Signora dei calzini, Neo Edizioni, reading, donna

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