Intervista alle autrici di Il coraggio che mai ho avuto

Antonietta e Silvia Scarabelli, rivelano su MS alcune curiosità sul loro romanzo scritto a quattro mani, ma ci stupiranno con i veri colpi di scena della trama nel corso de L'Aperitivo con Autore, incontro letterario di cui saranno protagoniste sabato 14 maggio, ore 17.30, da Il Mio Libro (Via Sannio 18, Mi)

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Silvia e Antonietta Scarabelli
Un romanzo scritto a 4 mani da due sorelle. Da chi è nata l’idea e come mai avete deciso di unirvi nel mettere nero su bianco Il coraggio che mai ho avuto?
Entrambe condividiamo la stessa passione per la lettura e il desiderio di dare vita alla nostra fantasia realizzando manoscritti.
Questo romanzo è nato in un contesto inconsueto. Ci trovavamo in vacanza e come descriviamo nella prefazione del libro, quando il dolce e desiderato far niente diventa noia, scaturisce dall’immaginazione di Silvia la voglia di raccontare una storia. Così quasi per gioco, passandoci la parola, abbiamo dato vita a dei personaggi e alla loro vicenda.
Tornate a casa dalla vacanza, eravamo entusiaste di quella trama e abbiamo deciso di dedicarci alla stesura del manoscritto.

A livello pratico come vi siete organizzate per la stesura del testo? Avete utilizzato un metodo preciso, ad esempio vi siete alternate nella scrittura di ogni capitolo con un continuo confronto delle rispettive parti, oppure siete state + istintive e indipendenti l’una dall’altra in questa fase?
Abbiamo la fortuna di vivere vicine e di poterci confrontare spesso.
Il nostro metodo è collaborativo. Prima di dare vita ad un romanzo, discutiamo le nostre idee, realizziamo verbalmente la trama e poi passiamo alla stesura che, affrontiamo alternandoci ad ogni capitolo con un continuo confronto. 

Ci sono stati momenti di difficoltà tra di voi, in cui magari non eravate d’accordo su come far procedere la storia? Chi l’ha spuntata o come siete riuscite a conciliare le vostre idee?
Siamo molto simili caratterialmente. Testarde, convinte del nostro pensare ma, nonostante i nostri continui confronti, abbiamo mantenuto l’accordo di non modificare i concetti espressi a turno. Non saprei dire chi la spunta di più fra noi, direi francamente in ugual misura.

C’è qualche elemento biografico ne Il coraggio che mai ho avuto? Quanto c’è di Antonietta e Silvia in Piera e, di contro, cosa avete concesso al personaggio di Piera che invece avreste voluto avere voi?
Nulla di autobiografico. Piera è una nostra fantasia, con una storia di vita comune ma, il susseguirsi di avvenimenti ha reso la trama inconsueta, dandole un velo di realtà, rendendola quasi esistente al nostro pensare. L’abbiamo creata regalandole un’immagine e cucendole un carattere deciso. Nella nostra mente, durante tutto il nostro scrivere e forse ancor oggi, Piera esiste da qualche parte nel mondo e così, anche per gli altri personaggi del libro.  

Con l’aggiunta di un pizzico di originalità e diversi colpi di scena che movimentano la trama, voi alla fine raccontate vicende di cui si sente spesso parlare oggi giorno. Da madri e mogli quali delle scelte di Piera condividete e in quali casi avreste invece agito in modo diverso?
Piera è stata presentata al lettore come realmente avremmo voluto lei fosse. Una donna forte, determinata e nello stesso tempo disorientata di fronte a delle scelte di vita. Presumo che se avessimo dovuto scegliere come comportarci al suo posto forse avremmo fatto le stesse scelte, perché quando scriviamo ci immergiamo totalmente nella parte di ogni personaggio dandogli voce e un’anima voluta.    

La casa editrice che ha pubblicato Il coraggio che mai ho avuto si distingue anche per la veste grafica accattivante e curata con la quale presenta i suoi volumi. Come mai la vostra scelta è ricaduta su SensoInverso e perché pensate che la collana Acqua Fragile sia stata la più adatta ad accogliere la vostra storia?
Abbiamo spedito il nostro manoscritto a diverse case editrici, riscuotendo un ottimo interesse. La maggior parte, nei loro contratti esprimeva chiaramente un oneroso compenso e illustrava minuziosamente svariate clausole, dando poco spazio di scelta allo scrittore. La nostra casa editrice si è presentata e proposta in modo meno formale. Il loro contratto esposto in modo semplice e onesto, ci ha convinte e spronato nella loro direzione. La collana Acqua Fragile rappresentava in pieno il nostro romanzo. Qui vengono raccolte opere di narrativa contemporanea, con un linguaggio immediato.

Avete qualche progetto letterario in cantiere per il futuro? E se si, scriverete ancora insieme?
Da poco, abbiamo terminato un altro manoscritto. Ancora una volta, la protagonista del nostro romanzo è una donna. Il mondo femminile ci affascina e il desiderio di trasmettere i nostri pensieri ci rende complici.
Possiamo anticiparvi il titolo: “Ho sposato uno struzzo “


E ora parliamo un po’ di voi…

Cosa significa per voi essere scrittrici?
Antonietta: Poter liberare le mie fantasie, dando vita a dei personaggi, fino a farli sembrare reali.
Silvia: Immergersi nei pensieri e attingere idee, da stendere su carta stampata.

Quando avete sentito di esser state morse per la prima volta dal talento per la scrittura?
A: Fin da piccola dimostravo poca attinenza al dialogo, prediligendo lo scrivere. Avevo un diario dove annotavo i miei pensieri, le mie emozioni e i miei desideri. La mia mente ha sempre viaggiato con la fantasia e costruivo storie che, mi facevano compagnia, amici immaginari ma, forse, reali.
S:  Ho letto e scritto molto fin da bambina. Questa passione è maturata a fianco di mia sorella.

3 aggettivi per definire L'Italia e gli italiani
A: Unica, luminosa e popolare.
S: Ospitale, variopinta e polemica.

Cosa manca secondo voi al nostro paese per essere migliore?
A: La libertà e l’onestà.
S: Aumenterei la dose d’amore e rispetto.

Cosa significa avere un figlio nel 2010?
A: Credere in un futuro migliore!
S: Sacrificio.

Libro e l’autore della vostra vita
A: “Orgoglio e pregiudizio” e “Non ti muovere”. Ma ricordo ancora il mio primo libro: “Cuore”. Il mio autore preferito Margaret Mazzantini.
S: Il mio grande amore è Pirandello. “IL FU MATTIA PASCAL”, e prediligo leggere le biografie.

Tg, quotidiano o informazione su internet
A: Ascolto tutti i Tg, per poi confrontarli. Internet lo ritengo indispensabile.
S: Raccolgo informazioni dai Tg ma prediligo i quotidiani.
 
Un difetto delle donne di oggi
A: Individualiste per necessità o per scelta?
S: Alcune confondono l’emancipazione con l’arrivismo.

Una città in cui vivere e lavorare
A: Firenze.
S: Milano.
 
Chi sentite di dover maggiormente ringraziare per le persone e le scrittrici che siete diventate?
A: Ringrazio mio papà che, da lassù mi guida ancora nel mio percorso di vita e mia sorella per l’amore che mi dimostra.
S: Mia sorella che nel corso degli anni ha giocato a fare la scrittrice con me.
 
Antonietta e Silvia in 3 pregi e in 3 difetti
A: Onesta, generosa, ottimista. Logorroica, pignola, permalosa.
S: Leale, ottimista, generosa. Testarda, insistente, dispettosa.


Leggi anche la recensione Il coraggio che mai ho avuto in DALLA LIBRERIA ROSA SHOKKING

MRS ti invita a L'APERITIVO CON AUTORE:

presentazione del libro di Antonietta e Silvia Scarabelli
IL CORAGGIO CHE MAI HO AVUTO


(modera Carlotta Pistone)
 

Sabato 14 Maggio, dalla ore 17.30
presso Il Mio Libro - Via Sannio 18, Milano


per info: 02 39843651 - E-mail: info@ilmiolibromi.it

Tag:  ll coraggio che mai ho avuto, Antonietta Scarabelli, Silvia Scarabelli, Sensoinverso, paternità, L'Aperitivo con Autore

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