Intervista ad Alessandra Pescetta, regista di Qualcosa di simile

Ispirato al libro omonimo di racconti scritto da Francesca Scotti, il cortometraggio Qualcosa di simile verrà presentato giovedì 27 settembre al festival Taobuk di Taormina. La regista del film ci parla della nascita e della realizzazione di questo emozionante progetto

di Carlotta Pistone

Pubblicato lunedi, 24 settembre 2012

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Ciao Alessandra! Come è avvenuto l’incontro con Francesca Scotti e da chi è partita l’idea di dar vita al corto “Qualcosa di simile”?
Amiche da tempo ci siamo riunite  dopo mesi che non ci vedevamo in un giorno d’inverno per un tè. Avevo appena letto il libro e tutti i temi e le storie mi parlavano molto, mi erano famigliari ma allo stesso tempo mi attraversavano il cuore in modo nuovo. Volevamo fare un piccolo trailer che contenesse alcuni “ingredienti” del libro. Ma mentre parlavamo continuavano ad affiorare idee, si espandevano intorno a noi e così le accoglievamo e ci siamo dette che non avremmo dovuto dare una definizione o un limite a ciò che avremmo girato.

Per ottenere un buon prodotto cinematografico partendo da un libro, immagino che tale libro debba possedere delle peculiarità narrative e stilistiche adattabili allo schermo. Quali sono gli elementi che più ti hanno colpito del libro di Francesca?
Ci sono molti modi di affrontare un libro nella scrittura cinematografica, ma in questo caso ho preferito privilegiare la linea emotiva a quella narrativa.
I temi che mi hanno maggiormente ispirata del libro sono quelli di cui  si parla in continuazione fino all’ossessione nella nostra società, come il cibo, l’affermazione artistica o la relazione tra due amanti,  ma  Francesca ce li descrive come se osservassimo una luna nera che  sparisce nel buoi del cielo.  Ho cercato di calarmi in quelle ombre e di estrarre le immagini  viscerali, primordiali e l’archetipo che il libro mi ha suggerito. E poi mi hanno colpito molto i sottotesti come gli abusi sessuali e la violenza psicologica avvolti in sottili stoffe di seta nera. Dopo che ho girato e montato gli episodi del corto, Giovanni Calcagno ha adattato con cura e sensibilità i testi del libro ai pensieri dei personaggi del film.

Io ho avuto il piacere di vedere in anteprima “Qualcosa di simile” e ne sono rimasta ipnotizzata. Da regista, il fatto che il libro da cui è tratto il corto sia una raccolta di racconti ha rappresentato uno dei punti di forza nel realizzarlo, oppure ne ha in qualche modo complicato la strutturazione?
Sono felice che ti sia piaciuto. Il corto sarà presentato al Taobuk in anteprima ma per ora amici e conoscenti che l’hanno visto , soprattutto appartenenti  al mondo femminile,  hanno avuto la reazione analoga di commuoversi al secondo minuto e questo credo sia proprio perché qui seguiamo la via delle emozioni e non quella della storia. Per me è stata una grande esperienza affrontare così tanti racconti e unirli con il talento musicale di Eleuteria che ha composto le musiche originali e lavorare con bravissime attrici e attori, ai quali è stata lasciata molta libertà di raccontarsi.

C’è un’immagine in particolare del filmato, o un momento, un episodio avvenuto durante le riprese che ha assunto per te un significato speciale? Perché?
Direi che tutti e due i giorni delle riprese sono stati attraversati da momenti di magia che continuava a manifestarsi ad ogni ciak. Tutto era fluido e si compiva quasi da solo.
Infine,  la voce lirica inaspettata di Setsuko che danza con la bocca straripante di buio  intorno al corpo addormentato di Francesca, viene contrappuntata da una sottile pioggia che s’infrange sul lucernario e sembra accompagnare i suoi movimenti; tutti ci siamo seduti in un religioso ascolto. Raro che possa accadere durante le riprese e questo era il segnale che una particolare energia si muovesse insieme a noi.

 

 
27 settembre 2012, ore 19,30 - Taormina
Presentazione del CORTOMETRAGGIO
diretto da Alessandra Pescetta tratto dall'omonimo libro di Francesca Scotti 
Il video sarà preceduto da un READING per violoncello e voce
con Francesca Scotti ed Eleuteria
Tag:  Qualcosa di simile, Francesca Scotti, Italic, cortometraggio, Alessandra Pescetta, Eleuteria, Setsuko, Taobuk

Commenti

24-09-2012 - 10:38:17 - anonimo
LA PESCETTA E' poco talentuosa e arrogante, come donna non ci piace!
24-09-2012 - 10:39:09 - anonimo
...registucola...
24-09-2012 - 22:41:19 - silvio bonomi
...certamente cari anonimi rosiconi...
27-09-2012 - 19:17:06 - PierFederico Leone
Alessandra Pescetta è certamente la giovane più creativa , sensibile e moderna regista di cui può avvalersi il mondo dello spettacolo, e della pubblicità. Seguo il suo lavoro e la conosco da anni avendo anche lavorato insieme. Ha un dono naturale per la creatività e chi non conosce il suo lavoro nelle varie sfaccettature, non può esprimere un giudizio affrettato. Grazie Alessandra per esistere, Pier Federico Leone, 83 anni di creatività.
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