Intervista a Francesca Scotti, autrice di Qualcosa di simile

Dalla raccolta di racconti al cortometraggio diretto da Alessandra Pescetta. Qualcosa di simile, libro e film, verrà presentato il 27 settembre al festival Taobuk di Taormina, con una suggestiva performance di parole, immagini e musica

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Cara Francesca, bentornata sulle pagine letterarie di Mondo Rosa Shokking! Per prima cosa volevo chiederti com’è nata l’idea di questa raccolta di racconti.
Grazie a voi per l’ospitalità! Prima dell’idea dei racconti è nata la voglia di scrivere. La curiosità di scoprire e conoscere la mia voce sulla carta. Poi le storie hanno cominciato a prendere forma e io le ho seguite, lavorate, mescolate come si fa con gli ingredienti di una ricetta.

La struttura del libro ha delle particolarità, così come ogni racconto possiede degli elementi che creano un collegamento l’uno con l’altro, il precedente con il successivo, e viceversa. Ci vuoi parlare di questo “escamotage” narrativo e del significato che assume per l’antologia nel suo complesso?
Mentre scrivevo mi sono accorta di come, nei vari racconti, emergessero dei fili rossi, dei leit-motiv, così ho pensato di seguirli per vedere dove mi avrebbero portata. In questo, però, non c’è stato nulla di artificiale: non ho dovuto crearli ma solo portarli alla luce.Benché non sia essenziale coglierli per comprendere le varie storie, credo contribuiscano a dare un senso di progressione e continuità a chi li legge.


Courtesy of Italic - Pequot
Come mai la scelta del titolo “Qualcosa di simile”?
Perché il titolo, in questo caso, è anche un indizio. Le vicende che il libro racchiude sono percorse da rimandi, corrispondenze, echi. E Qualcosa di simile è proprio questa eco, quello di una storia in altre storie, delle mie esperienze in quelle degli altri. O almeno questa è la speranza.

Accanto a cibo, oriente e sentimenti, la musica è uno dei temi ricorrenti in tutto il libro. Cosa rappresenta la musica in questa antologia? E nella tua vita?
In questa antologia la musica è una musica che non si sente. Non risuona. Viene raccontata, vissuta. Ci sono gli strumenti e le amicizie che si rafforzano nelle aule di musica. Si incontrano le fragilità date dalla mancanza di talento ma anche la gioia di ritrovarsi dinnanzi a esso. Nella mia vita la musica occupa una posizione simile. L’ho studiata fin da bambina, mi sono diplomata in conservatorio e con il violoncello ho trovato il mio strumento. Ma non sono una musicista, tra le note non ho trovato la mia voce.

Chi è e cosa fa Francesca Scotti quando non scrive?
Legge, legge, legge. Suona. Cucina, viaggia (vivo un po’ in Italia, un po’ in Giappone e un po’ in aereo!). Curiosa dappertutto e cerca di far sopravvivere piante e fiori nel suo piccolo terrazzino milanese. In quello di Kyoto nemmeno ci prova!

Quando hai sentito di essere stata morsa per la prima dalla passione per la scrittura?
Il piacere di scrivere è nato proprio sulla carta. Quando mi sono accorta che raccontando le storie che avevo in mente entravo in una sorta di bolla, una concentrazione piacevole, ho capito che poteva diventare un luogo per me.Lavoro duramente sui testi, e non è semplice, anzi. Ma la soddisfazione dà senso al tutto.

Che rapporto hai con il racconto rispetto al romanzo? (Sia in veste di autrice che di lettrice)
Io con loro ho un ottimo rapporto, forse meno loro con me! Sono una lettrice famelica, alterno periodi in cui ho più voglia o bisogno di racconti e altri di romanzi. Per quanto riguarda la scrittura, avendo cominciato con i racconti è in questo ambito che ho acquisito più strumenti e una leggera consapevolezza. Ma desidero anche provare ad “allungare il passo” e scrivere qualcosa di più articolato. Sono altri i mezzi e le capacità che servono per lavorare su un romanzo ma spero, piano piano e con i giusti maestri, di acquisirle.

E ora una grande novità: “Qualcosa di simile” è diventato un cortometraggio diretto dalla regista Alessandra Pescetta, che verrà presentato al festival Taobok di Taormina il 27 settembre. Quando ha avuto origine e come si è sviluppato questo connubio tra narrativa e cinema, tra parole e immagini, ispirato al tuo libro?
Credo che sia nato dall’affinità. Affinità del sentire e dell’immaginare. Io ho sempre trovato nei lavori di Alessandra qualcosa che mi assomigliava moltissimo, in alcuni casi, come in quello del cortometraggio “Sakura” - una poesia resa immagine per tributare al Giappone, devastato dallo tsunami, un sostegno utilizzando l’arte - addirittura un’emozionante specularità.
Con Alessandra è stato tutto semplice. E la semplicità nella creazione è qualcosa di estremamente raro e prezioso per me. I suoi occhi riflettevano le mie parole, le sue immagini aggiungevano dettagli ed emozioni alle mie frasi. Ed è nato il film.

Che cosa hai provato quando hai visto per la prima volta il cortometraggio ultimato?
Gratitudine.

Al Taobuk, insieme al reading da te curato e alla proiezione del corto, ci sarà anche un accompagnamento musicale, con la partecipazione Eleuteria Arena. Ci vuoi raccontare come si svolgerà questa emozionante presentazione?
Eleuteria è il terzo – ma non in ordine di importanza – ingrediente di questa alchimia. La sua non è una colonna sonora, la sua è la musica delle immagini, il suono dello spazio tra le righe delle mie storie. Quando Alessandra mi ha fatto sentire il suo violoncello e la sua voce non ho avuto dubbi.

Nella precedente intervista rilasciata a MRS avevi già accennato a un prossimo scritto in cantiere. Hai qualche news da rivelarci in merito?
Questa domanda è sempre pericolosa! Sto lavorando a una storia più lunga perché ne sento il bisogno. Nei primi mesi del 2013 dovrebbe vedere la luce una raccolta di racconti strettamente collegati tra loro ambientati in Giappone, pubblicata da Terre di mezzo. Il primo frutto della mia vita sull’isola!

 
 
27 settembre 2012, ore 19,30 - Taormina
Presentazione del CORTOMETRAGGIO
diretto da Alessandra Pescetta tratto dall'omonimo libro di Francesca Scotti 
Il video sarà preceduto da un READING per violoncello e voce
con Francesca Scotti ed Eleuteria
 
 

2011, Italic - Pequod
pp. 133
(prezzo di copertina € 14)
Tag:  Qualcosa di simile, Francesca Scotti, Italic, cortometraggio, musica, Giappone, Taobuk, Alessandra Pescetta

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