Chiara Parenti. L’intervista

Abbiamo intervistato l'autrice di Tutta colpa del mare (e anche un po' di un mojito)

Stampa Mail Bookmark Ingrandisci Rimpicciolisci
Come e perché hai deciso di scrivere questo libro? Cosa ti ha ispirata?
La storia di Maia mi frullava in testa dalla prima volta in cui ho visto il film “Una notte da leoni”che mi ha fatto ridere tantissimo. Mi sono chiesta subito cosa sarebbe successo se fossero state quattro ragazze le protagoniste di una sbornia colossale come quella del “Branco”. Poi, siccome sono una romanticona, ci ho infilato anche una sostanziosa parte romance, con il ritorno del primo amore, quello mai davvero dimenticato, che vive ancora nel cuore di ognuno di noi. E il cocktail – è il caso di dirlo ‒ era fatto!

Quanto tempo hai passato a scrivere il romanzo? A quali difficoltà sei andata incontro?
La cosa più difficile sono stati i tagli per portarlo alle 200mila battute richieste. Questa storia, infatti, nasce da un mio romanzo inedito che stava tutto bello e impolverato in un cassettino, aspettando la sua occasione. Appena, così dal nulla, questa si è presentata, ho dovuto rieditarlo e portarlo nella forma richiesta. Ho avuto pochissimo tempo per farlo, perché il progetto stava partendo. Mi dissero che questo era un treno in corsa e che se volevo prenderlo, avrei dovuto muovermi. Così ho fatto. E io che fino a solo qualche mese fa non ero stata manco alla stazione, tutto questo per me è stato come salire su un Frecciarossa.

Come evolve il personaggio di Maia?
Diciamo che all’inizio della storia, la vita di Maia è appesa a una macchina. Il suo cellulare. E poi anche il portatile. Facciamo anche l’Ipad. È più multitasking della Dea Kalì ma questo ancora non le basta per essere perfetta quanto vorrebbe. O quanto gli altri – il suo fidanzato, la sua futura suocera e il suo datore di lavoro ‒ vorrebbero che fosse. La sbornia più colossale della sua vita e l’inaspettato incontro del suo primo amore però, la cambieranno profondamente, facendole aprire gli occhi su chi realmente è e cosa davvero vuole.

Quanto c’è di te in Maia e nei luoghi che hai raccontato?
Potrei dire che Maia è il frutto della mia fantasia, ma chi mi conosce bene mi smentirebbe entro due secondi. Maia mi somiglia, eccome! E anche i suoi compagni di avventura, sia quelli simpatici sia quelli più tremendi, hanno un loro “alter ego” nella realtà. Ma non dico altro, altrimenti qui finisce che mi denunciano!

Credi nell’anima gemella e nell’amore eterno?
Sì, sono un’incredibile romantica, credo nell’anima gemella e nell’amore eterno e in tutte queste cose qua. Io credo a tutto, in pratica!


Parlando di te:

Cosa significa per te essere scrittrice? Come è iniziata la tua avventura?
Oddio, scrittrice è una parolona! Autrice mi pare più azzeccato. Ho sempre adorato inventare storie ma l’idea di scriverle è nata per caso: per gioco, in realtà. Un pomeriggio d’estate del 2008, scherzando con mio marito sul mutuo da pagare, mi disse che avrei dovuto mettermi a scrivere le mie storie, così sarei diventata famosa come la Rowling e ci saremmo trasferiti in un castello senza più il mutuo da pagare. Ora, ovviamente non abitiamo in un castello (e il trasferimento non pare neanche tanto imminente, per la verità) e la rata del mutuo arriva puntuale ogni mese come le mestruazioni, però ho scoperto che scrivere mi piace sopra ogni cosa. Oggi i libri sono diventati la mia più grande passione e ora non so più come si fa a smettere.

Qualche consiglio per chi vorrebbe seguire il tuo esempio?
Oddio, io non sono mica tanto brava a dare consigli, sono più brava a chiederli. L’unica cosa che posso dire, a costo di sembrare scontata e pure un po’ patetica, è di non arrendersi mai, di non abbattersi di fronte alle difficoltà e alle porte sbattute in faccia, ma imparare dai propri errori e riprendere il cammino più forti di prima. Con i libri, così come nella vita. Perché i sogni a volte, possono diventare una fantasmagorica realtà.

Il tuo libro è pubblicato solo in formato eBook. Quali sono secondo te i pregi e i difetti di questo nuovo approccio dell'editoria?
Senz’altro il supporto digitale è comodo e pratico. Richiede meno costi e tempi di trasmissione più brevi, non ha problemi di tiratura e di aggiornamento. E in più rispetta pure gli alberelli. Un altro grande vantaggio del digitale è che permette a giovani scrittori esordienti di aver la possibilità di essere notati.
Il problema dell’ebook, e me ne sto rendendo conto in questi giorni, è che, almeno dalle mie parti, non tutti sanno ancora proprio bene come funziona. Mia zia, per esempio, è ancora convinta che sia qualcosa che si mangia.

Un progetto per il futuro
Scrivere un altro libro. Magari in cartaceo, così mia zia non ha voglia di mangiarselo. Spero.
Tag:  Tutta colpa del mare (e anche un po' di un mojito), Chiara Parenti

Commenti

Di' la tua


Le foto presenti sul sito di Mondo Rosa Shokking sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione,
non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate

Testata giornalistica registrata. Registrazione numero 379 del 17 giugno 2008 presso il Tribunale di Milano Direttore Responsabile Stefano Martignoni