Alma Katsu e il suo Immortal su Mondo Rosa Shokking

L’autrice del thriller supernatural che attraversa i secoli, si racconta e ci racconta il suo romanzo

di Sabrina Minetti

Pubblicato giovedì, 23 febbraio 2012

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Courtesy of Longanesi
“L’amore eterno è una promessa o una prigione?” (dal booktrailer di “Immortal”)

Alma Katsu è nata in Alaska, ma è cresciuta in un piccolo paese del Massachussets, nella storica cittadina di Concord. È giapponese da parte di madre. Il suo scrittore preferito è Nathaniel Hawtorne e l’influenza di romanzi come “La lettera scarlatta” si riverbera in modo particolare ed evidente non solo nello stile, ma anche nei temi della sua scrittura. “Immortal” (Longanesi) è il suo primo romanzo, ripreso da un racconto che scrisse molti anni fa. Uscito in anteprima mondiale in Inghilterra nell’aprile del 2011, con il titolo originale di “The Taker”, il romanzo ha un tale successo che sia la Century (GB) che la Gallery Books (USA) ne fanno il titolo di punta della stagione natalizia. “Immortal” fa parte di una trilogia. Alma ha un passato di giornalista musicale ed è una profiler della CIA. La ho incontrata a Milano: minuta, bella, sorridente, terribilmente simpatica e disponibile. Ecco quello che mi ha raccontato durante l’intervista.

Il tuo romanzo è così potente che solo leggendone l’incipit, che in fondo è la descrizione di un paesaggio, ho provato una sorta di commozione. Quanto e come riesci a mantenerti distaccata dalle cose che scrivi, così suggestive ed inquietanti?
Il mio lavoro di profiler per la CIA, ha sicuramente contribuito ad allenarmi in tal senso. Lavorando nell`intelligence mi sono occupata di cose terribili, come genocidi e atrocità di ogni tipo e ho imparato a proteggermi. Penso di essermi come desensibilizzata verso queste sofferenze umane, per potermene occupare professionalmente. Temo addirittura che certi aspetti oscuri e torbidi del romanzo possano essere perfino troppo forti per i miei lettori.
    
“Immortal” ruota attorno a delle invincibili e sconvolgenti passioni d’amore, che hanno qualcosa di predestinato. E’ nata prima l’idea dell’intreccio o l’intenzione di parlare della passione d’amore?
Assolutamente è venuta prima l’intenzione di parlare della passione d’amore. Volevo raccontare la storia di un grande amore tragico. La storia di una donna perdutamente innamorata di un uomo che non può avere; e che, per giunta, deve patire questa sofferenza per sempre, perché è immortale, il che rende la sua vicenda ancor più terribilmente drammatica.

Hai scritto di un amore immortale. Esiste secondo te l’amore eterno?
Spero che l’amore eterno possa esistere. Ho una visione molto pratica e insieme molto romantica dell’amore. Penso che un amore vero sia quello che può essere così grande da darci la forza di lasciar andare la persona che amiamo se non si sente più unita a noi. A  me è successo. Stavo con un uomo che non desiderava più rimanere con me e l’ho lasciato andare. E’ stato molto doloroso, ovviamente, ma ho capito che la nostra unione, così forte e duratura, ci aveva reso anche amici. Lui aveva me anche come amica e non ha potuto fare altro che confidarmi il suo dilemma.  E così ho capito la sua situazione. Anche se avrei voluto rompergli un mattone in testa per la rabbia, l’ho ascoltato e poi l’ho lasciato andare.

Nel tuo romanzo il prezzo dell’amore è la libertà. Possono conciliarsi una grande passione d’amore e l’indipendenza?
Penso che se si ama veramente si può essere disposti a essere, volontariamente, anche un po’ prigionieri. Vivere insieme comporta limiti e rinunce, è inevitabile, ma lo si fa volentieri. Ad esempio se un uomo ti ama non accetterà certo che tu flirti con tutti gli altri!

Lanore, la protagonista di Immortal, si innamora di Jonathan, un uomo dalla bellezza quasi soprannaturale, e tutto il romanzo è percorso da fascinazioni estetiche. Cos’è per te la bellezza?
La bellezza è molto importante, non necessariamente nel senso dell’avvenenza fisica delle persone, ma anche come bellezza delle cose di cui amiamo circondarci, che rendono più piacevole la vita.  Voi italiani ne sapete qualcosa, perché avete la fortuna di essere costantemente circondati dalla bellezza, in tante forme. La bellezza di Jonathan è soprattutto fatta di magnetismo personale. Per mia esperienza persone con un tale magnetismo si incontrano di rado da noi in America, mentre qui da voi in Italia è molto più facile imbattersi in questo tipo di fascino. Il fascino a cui mi riferisco, e a cui mi sono ispirata per immaginare Jonathan, è quello che ho percepito talvolta nella mia precedente esperienza di giornalista musicale, grazie alla quale ho conosciuto tante rock star.

Ad esempio?
Ad esempio, quando vivevo vicino a Boston, c`era uno studio di registrazione, in cui vennero i The Cars a registrare il loro disco. Così ebbi la possibilità di intervistare Ben Orr, il bassista. Era meraviglioso e aveva quel tipo di magnetismo di cui parlavo prima. La bellezza avvantaggia, nella società può garantire un trattamento preferenziale a chi la possiede, ma rende anche inarrivabili, come Jonathan, che Lanore non riesce ad avere per sé.

La vita di Lanore cambia per sempre in una strada della città in cui giunge, dopo essere stata cacciata dalla sua famiglia. Lanore, spaesata e smarrita, accetta un fatidico passaggio in carrozza.
Tu cosa avresti fatto al suo posto?
Probabilmente avrei fatto la stessa cosa. Nel racconto ho infatti cercato di presentare il comportamento di Lanore come l’unico possibile, nelle sue condizioni. Ma io avrei accettato anche perché sono avventurosa. Lanore, nell’accettare il passaggio si chiede cosa mai potrebbe capitarle di peggio di quanto non stia già vivendo. In realtà scoprirà che il destino le riserva veramente di tutto, a seguito della sua scelta.
Ho un aneddoto da raccontare, in proposito: quando ero una ragazza, era un’abitudine fare l’autostop. Un giorno salii sull`auto di un tizio. Sembrava a posto, ma ad un tratto mi chiese: “Fai sempre l`autostop?” Confermai che era mia abitudine. “Dovresti stare attenta”, mi rispose, enigmatico.  A quel punto avevo già una mano sulla maniglia della portiera, pronta per scappare. “Guarda dietro”, mi disse, facendo cenno al sedile posteriore. Mi voltai e raggelai nel vedere che su quell’auto c’erano un sacco di armi: spade, fioretti. L’uomo mi rassicurò subito, spiegandomi che era il coach della locale squadra di scherma. Probabilmente era stato così insinuante di proposito, per mettermi in guardia.

L’atteggiamento e l’atmosfera di questo aneddoto ricordano molto il personaggio di Adair, un altro protagonista del tuo romanzo, unito a Lanore da un rapporto torbidamente iniziatico, ma anche crudele. L’incontro per strada, il tono allusivo, un certo sadismo nel voler spaventare l’altra, le armi antiche…
Non ci avevo mai pensato, ma è vero! Mi succede in effetti di accorgermi che tanti dettagli apparentemente scollegati della mia esperienza personale sono finiti nel romanzo.

L’enigmatico Adair è una figura a volte inquietante, a volte quasi capace di tenerezza: è questo il connubio della seduzione? E quanto conta la manipolazione nella seduzione?
Adair è più affascinante di Jonathan proprio per la sua componente di vulnerabilità. Jonathan è più distante, perché innalza un meccanismo di difesa per controllare il suo spazio, per tenere lontane tutte le persone che sono invincibilmente attratte dalla sua bellezza. Quanto alla manipolazione: è sicuramente parte della seduzione, anche perché la completa onestà in un rapporto d’amore può essere molto noiosa. Molte mie lettrici americane preferiscono Adair a Jonathan.

Ad un certo punto Lanore chiede a Adair da dove provengano i suoi misteriosi e incredibili poteri. Adair risponde che ha provato anche lui a scoprirlo, ma né Dio né Satana gli hanno risposto. Vuoi dunque intendere che il Male, in realtà, alberga nell'animo umano?
Tutti gli uomini sono capaci di compiere il male. Ne ho conferma nel mio lavoro. I genocidi, le azioni più efferate, sono compiute da persone, magari gente che mai ci immagineremmo, che consideriamo normale, e che invece è o diventa capace di fare cose orribili. Dunque: sì, il male e' nella natura degli uomini. Quanto a Adair, ho lasciato volutamente in sospeso l'enigma dell'origine dei suoi poteri. Forse gli derivano da forze magiche, forse sono demoniaci, forse egli è solo capace di canalizzare le forze della natura. E' con il terzo romanzo della trilogia che si scoprirà il mistero di Adair.

Il tuo romanzo vive, oltre che dell'avvincente trama e dello spessore psicologico e drammatico dei personaggi, di luoghi e paesaggi molto evocativi. Quali luoghi ti hanno ispirato? Quali luoghi trovi più suggestivi, al di là del romanzo. E in quali luoghi scrivi? 
Più che dai paesaggi sono stata influenzata dalle mie letture: storie epiche, avventurose, come i romanzi di Dumas.  Non ho viaggiato tanto, conosco l'Europa, e soprattutto l'Ungheria, dove sono stata e dove ho apprezzato molto la gente del posto. E in effetti parte delle storie che racconto nel mio romanzo sono ambientate laggiù.
I luoghi dove scrivo? A casa, in un piccolo studio molto confortevole. Ho sempre desiderato lavorare a casa, e con il lavoro nell'intelligence non era possibile. Ora posso realizzare questo desiderio.

Nel tuo romanzo racconti di magie, sortilegi, pozioni portentose. Se potessi scegliere fra la pozione che dona l'immortalità, quella che rende invisibili e quella che consente di trasformarsi in qualcun altro, per cosa opteresti? Non mi attira particolarmente l'idea di diventare invisibile, la tentazione di trasformarmi in qualcun altro è forte, ma forse sceglierei l'immortalità, anche se preferirei fare un salto indietro nel tempo, e comunque, poi, vorrei poter tornare mortale.


Johnny Depp
Hai mai pensato a una trasposizione per il cinema del tuo romanzo? Che attori vorresti per i tuoi personaggi?
Naturalmente ho pensato ad un film, ma il problema e' che non vado molto al cinema, e conosco poco gli attori contemporanei. Quando ho iniziato a presentare il mio manoscritto alle agenzie letterarie, mi dicevano in molti che l'attore adatto a interpretare Jonathan poteva essere Johnny Depp. (Io confermo, tradendo il mio favore per l’attore americano, ndr). Il regista potrebbe essere Tim Burton. Però non sono certa che una ragazza poco più che ventenne possa interessarsi a un tipo come Johnny Depp. E' un po' maturo ormai… Tu cosa ne pensi?

Penso che l’età non rappresenti un problema! (Ridiamo, ndr)
Tu sei una profiler della CIA. Fai un profilo di Alma Katsu in tre parole.
Molto analitica. Ed equa.

Fai un profilo dei tuoi lettori.
Avventurosi, romantici, onesti con sé stessi. Onesti nel senso che si accettano con tutto il loro lato più oscuro. Chi rifiuta questa naturale componente della natura umana probabilmente si terrebbe a distanza da una storia come quella che ho scritto.

Il tempo stringe e l’intervista è finita, anche se con Alma Katsu rimarrei a conversare per ore. Alma e' una donna cordiale e luminosa. E' stata sorridente e giocosa durante tutta l'intervista e con sorridente calore mi saluta. Colgo l'occasione per chiederle di firmare la mia copia di “Immortal” (questo libro ha una delle copertine più belle che io abbia ma visto). Già che ci sono le dico che se avrà bisogno di aiuto per il casting di Johnny Depp io sono a sua disposizione, sebbene mi renda conto che ci sarebbe, in tale evenienza, una lunga file di candidate. “Avrai la precedenza”, mi garantisce. Affare fatto. Troppo simpatica, Alma Katsu!



Benjamin Orr
Benjamin Orr (bassista dei Cars, scomparso nel 2000): il suo magnetismo, secondo Alma, ricorda il fascino di Jonathan, l’uomo di cui si innamora perdutamente Lanore, in Immortal.

Jhonny Depp: in tanti hanno detto ad Alma che sarebbe perfetto per interpretare Jonathan in un film tratto dal suo romanzo.
 

Il booktrailer di Immortal: http://youtu.be/qGg4MIwNp8A

Il sito dell’autrice: www.almakatsu.com

 
IMMORTAL
di Alma Katsu 
Casa Editrice: Longanesi 
Pagine: 444 pag. 
Prezzo: 17,60 euro 
Data di pubblicazione: 16 Febbraio 2012
Tag:  Alma Katsu, Immortal, Lonanesi, amore, profiler, supernatural, Benjamin Orr

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