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Ha aperto i battenti il 29 Luglio presso il MAN di Nuoro la mostra realizzata in collaborazione con il museo belga Smak di Ghent e che vede protagonista Ed Templeton, giovane artista americano il cui nome non è nuovo in terra d'oltreoceano, e non solo in ambito artistico.
Mette in difficoltà imbastire una presentazione per questo personaggio eclettico, nato nel ‘72 nelle periferie di Los Angeles e che in pochi anni è riuscito a conquistare il favore della critica, tanto da essere posizionato tra grandi nomi della Pop Art come Andy Warhol e Jean Michel Basquiat.
La storia di Ed Templeton è ricca e complessa, come la realtà urbana da cui proviene. La sua crescita personale e professionale
sono esattamente il riflesso del mondo che lo ha nutrito fino all'età adulta. Così in questa mostra troviamo un insieme articolato di espressioni artistiche fatto di foto, disegni, pitture, sculture, videoclips che narrano il percorso di Ed a partire dai successi conseguiti con la sua occupazione principale, quella di Skater.
Egli inizia infatti giovanissimo a percorre le strade della sua città , allenandosi nello sport e nella sua capacità di osservazione, ed il successo arriva prima all'interno del mondo sportivo: a soli 21 anni fonda la “Toy Machine Bloodsucking Skateboard Company”, società di riferimento che detta le legge nel mondo dello Skateboard. Da qui i viaggi, le competizioni mondiali, l'apertura alle nuove “regole” della Urban Life in quella fucina di stimoli che è l'Europa e quindi i musei e le influenze artistiche.
Un'attività la sua che è stata non solo un esercizio fisico o un modo da vivere, ma anche uno strumento di conoscenza, un mezzo per aprirsi a realtà differenti, un metodo per indagare le realtà sociali del suo tempo e dei suoi contesti di vita, la lente di ingrandimento sulle dinamiche dei giovani, sulle mode e sulle direzioni della contemporaneità.
Il sapore dei suoi lavori è un misto tra il “dettaglismo” indagatore di un documentario e la spontaneità impressiva ed espressiva di certe correnti artistiche, quasi egli voglia farsi portavoce di un'intera generazione, cronista di una società di cui delinea i tratti con camera digitale e pennelli. Non solo pura e semplice creatività quindi, ma necessità di rappresentazione: nei lavori di Ed Templeton troviamo le regole e le non-regole dei sobborghi, i codici visivi, musicali, comportamentali delle periferie, la fragilità e la forza di chi in questi ambienti vive e sopravvive, trasformando il proprio quotidiano in un trend da seguire.
Nonostante il mondo dell'arte necessiti di definizioni e si evidenzi sempre la necessità di
comparazioni ed etichette, lascerei fuori l'eclettismo di Templeton dagli accostamenti troppo impegnativi. Certo alcune influenze sono evidenti (Warhol per l'utilizzo mixato di fotografia e pittura, Basquiat per le componenti legate alla street art), ma queste “suggestioni” sono state colte e poi superate in forma originale, in un miscuglio riuscito di iperrealismo ed ironia. Quello che osserviamo è un ventaglio di emozioni trasposte, un dettaglio per ogni sentimento, un'immagine per ogni sensazione, un modo di raccontare e raccontarsi, in forma istintiva ed immediata, un abbandonarsi di leggerezza e un frantumarsi di personalità, in questa mostra che non a caso porta il titolo “Il cimitero della Ragione.” Contemporaneità vivace, acerba e disinvolta, come quello che si osserva nei quartieri di città. Fino al 3 ottobre.
"ED TEMPLETON- Il Cimitero della Ragione",
dal 28 luglio al 3 ottobre 2010,
MUSEO MAN, Via Satta 27 - Nuoro
Orario: 10:00/13:00 - 16:30/20:30 dal martedì alla domenica.
Ingresso: libero (gratis visita guidata dal martedì al sabato dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 16:30 alle 19:30).
Informazioni:
0784 252110
info@museoman.it