Un marito all’ora del tè di Marjan Kamali

La storia di due donne e della loro fuga da un paese che ormai non è più libero. Il loro viaggio alla ricerca di se stesse

Stampa Mail Bookmark Ingrandisci Rimpicciolisci
Courtesy of Giunti
E se la libertà non fosse più un diritto? Se tutto ciò che noi diamo per scontato non lo fosse più?

Mina provò un’inspiegabile fremito d’impazienza e, quando premette la fronte contro il vetro per guardare lo sfavillio sottostante, ebbe la sensazione di poter allungare la mano e inghiottire quel mondo. Per un breve istante ebbe la sensazione che qualunque cosa potesse essere sua, se solo l’avesse voluta. Avrebbe desiderato saltare giù dal sedile e mettersi a correre come una scheggia impazzita. L’essenziale era muoversi, urlare, gridare ai quattro venti che adorava quelle luci. Avrebbe voluto raccoglierle una ad una e infilarsele tra i capelli sciolti, distribuirle sul proprio corpo, posarle delicatamente sulla lingua e lasciarle sciogliere pian piano, finchè tutta New York fosse diventata parte di lei, trasmettendole energia e calore; finchè le luci della città si fossero incastonate nel suo organismo, in modo che nessuno potesse mai portargliele via. Avere quella libertà dentro di sé e farla brillare attraverso i propri occhi per il resto della vita. Per sempre.

Mina, forse ancora troppo piccola per capire davvero, ma comunque impaurita per gli avvenimenti che stavano sconvolgendo il paese in cui viveva - dall’arrivo di Saddam a Teheran sconvolta dalla guerra, dai bombardamenti alla perdita di tutto ciò che dava per scontato - ha accettato di buon grado la scelta della sua famiglia di fuggire. Verso l’America. Verso la libertà.

Nessuno poteva immaginare la loro gioia. La libertà consisteva forse in una serie di minuscoli momenti come quello? Nella semplice consapevolezza che a nessuno importava se si lasciavano baciare i capelli al sole?

Dopo anni, gli Stati Uniti sono diventati la loro casa, e mamma Darya, amante della matematica, usa grafici per trovare il miglior marito possibile alla figlia Mina, la quale però non ne vuol sapere di rispettare la tradizione persiana che prevede il matrimonio combinato.

Darya sembra essere l’unica a non essersi integrata pienamente nella nuova vita, mentre Mina è riuscita, non senza fatica, a mischiare le tradizioni della sua terra d’origine con i ritmi frenetici e le abitudini americane.

Nel romanzo la vita di queste due donne si intrecciano, due donne costrette a vivere una doppia cittadinanza, doppie abitudini, doppie speranze, doppie esistenze. Mina si trova sospesa tra l’America e il ricordo dell’Iran, tra gli studi di economia che non sente adatti a sé e il forte desiderio di dedicarsi all’arte. Darya, invece, seppur da una parte senta la mancanza di casa, dell’Iran, dei suoi odori, dei sapori, delle canzoni e della famiglia, dall’altra si infatua del compagno di corso Sam, restando comunque devota al marito Paviz. Contraddizioni che caratterizzano le protagoniste, dando loro la forza per percorrere la strada verso il proprio destino.

Un giorno però Mina decide di tornare in Iran. Di ritrovare la sua infanzia, ciò che era. Darya vuole seguirla, richiamata dalla forte nostalgia e dall’insoddisfazione di vivere in un Paese che non sente suo. Inizia così il viaggio fisico e interiore delle due protagoniste che permetterà loro di ritrovarsi e riprendere in mano il proprio destino. Tutto scandito da una buona tazza di tè.


25 settembre '13, Giunti Editore
pp. 304
prezzo di copertina € 12
Tag:  Un marito all’ora del tè, Marjan Kamali, Giunti, Iran, America, tradizioni, matrimonio

Commenti

Di' la tua


Le foto presenti sul sito di Mondo Rosa Shokking sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione,
non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate

Testata giornalistica registrata. Registrazione numero 379 del 17 giugno 2008 presso il Tribunale di Milano Direttore Responsabile Stefano Martignoni