Non chiedermi come sei nata di Annarita Briganti

Volere un figlio a tutti i costi

di Sabrina Minetti

Pubblicato mercoledì, 7 maggio 2014

Rating: 4.7 Voti: 17
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Courtesy of Cairo Editore
Gioia è una quarantenne dei nostri anni precari, fatti di incertezza lavorativa e esistenziale e di amori liquidi. Lavora nell’editoria a Milano, dove tutto questo, se è possibile, si realizza all’ennesima potenza. E come molti della sua generazione soffre di sradicamento: la famiglia da cui proviene è una delle molte spezzate da un divorzio e i suoi non le perdonano di aver optato per un lavoro che ama anziché per una più redditizia carriera. Unico fiore in questo deserto retroterra affettivo è l’amata gemella Scilla.

Quando Gioia abortisce una bambina che non sapeva di aspettare, la sua ragione di vita diventa generare la vita, avere quella bambina, a tutti i costi, perché diventare madre può essere l’unica struttura certa dell’esistenza e il progetto attorno al quale rinsaldare la vita di coppia, così difficile da comprendere, persino da immaginare. Ma c’è un problema: quella bambina persa una mattina d’inverno in Costa Azzurra era stata un miracolo, seppure mancato. Gioia e Uto, il suo compagno storico, non possono avere figli in modo naturale. L’unica strada è la fecondazione assistita: dolorosi esami, interventi, bombardamenti ormonali, che Gioia affronta, sostenuta alla grande da Andrea, fidato ginecologo (e un po’ padre putativo), e molto poco da Uto.

Mentre tutto ruota attorno al suo corpo da bucare come un puntaspilli con siringhe piene di ormoni e all’idea di una bimba di fantasia, mentre i farmaci la fanno lievitare e la rendono emotivamente fragile come un cristallo di zucchero, Gioia svela tuttavia forza e coraggio, non smette di inseguire l’affermazione professionale, mette in cantiere un libro suo, non abbandona, ogni volta che ce la fa, il suo humor, divora dolci, ma non rinuncia a pensare a quando rientrerà nei suoi amati jeans Prada, si cruccia per un Uto sempre più assente, eppure si guarda intorno. Gli amori liquidi diventano un mare molto mosso. Sì. Perché, come ama definirlo l’autrice, Non chiedermi come sei nata è anche un romanzo fucsia, un romanzo in cui certi amori finiscono e nuove storie nascono: imprevedibili amicizie amorose, una ridda di avventure di una volta e poi basta, per sentirsi ancora viva, e pure una storia nuova, forse eterna, anche se non esattamente normale, sempre che in amore possa davvero esistere il concetto di normalità. Il finale? Per nulla scontato. Compiuto e originale, ci lascia anche con la voglia di sapere cosa altro accadrà alla nostra eroina.

Tanti gli interrogativi che il romanzo di Annarita Briganti muove: è giusto volere un bambino a ogni costo? È equa una legge come quella italiana che ha a lungo proibito la fecondazione eterologa, costringendo molte coppie all’odiosa pratica del turismo procreativo (a pochi giorni dall’uscita del libro una sentenza ha però dichiarato anticostituzionale questo divieto previsto dalla legge 40)? È sano cercare un figlio senza prima passare severamente al vaglio la tenuta del proprio rapporto di coppia? Sta dunque nei figli il senso di un’unione amorosa? E poi, ancora: cos’è veramente l’amore fra un uomo e una donna? Davvero non può conservare la grazia dell’innamoramento in sé e per sé e deve diventare un progetto sensato e ragionevole, che si sostanzia essenzialmente nel creare altra vita?

Comunque la si pensi, questo romanzo su tutte queste cose fa riflettere, e avvince.

Un intenso e sfaccettato ritratto di donna, con tutte le sue contraddizioni, alle prese con il tema numero uno dell’esistenza, e il racconto smaliziato, sferzante, ma anche generosamente partecipe, di una generazione e del mondo dei libri. Una storia forte e aspramente dolce, scritta con uno stile già inconfondibile: struggente e graffiante, allegro e cocente. Un’autrice che ci trafigge con un incipit a pugnale, ma che sa anche farci sorridere, come quando intitola un capitolo: Mai abbassare il livello di glamour, o ci riporta i pazzi status che posta sui social. Una penna perfettamente padrona delle parole che scrive, sempre di forte impatto e evocativa: delle atmosfere, delle emozioni, delle sensazioni fisiche. Così fisiche che più fisiche non si può. Una nuova, bella, voce della narrativa italiana. Personalmente aspetto il seguito, che, pare, arriverà.

 

19 marzo '14, Cairo Editore
pp. 204
Prezzo di copertina: € 13
Tag:  Non chiedermi come sei nata, Annarita Briganti, Cairo Editore, Fecondazione assistita, sterilità, legge n. 40, turismo procreativo, figli

Commenti

07-05-2014 - 07:03:02 - anonimo
Lo leggerò!
08-05-2014 - 22:31:58 - Carlo Alfieri
Comprato. Letto. Magnifico. Ci ho anche scritto sopra un pensierino: www.carloalfieri.book
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