La voce del destino di Marco Buticchi

Le vite di due donne, una straordinaria cantante lirica e una leggendaria protagonista della storia moderna, unite da un avvincente e inesorabile destino

di Sabrina Minetti

Pubblicato mercoledì, 2 novembre 2011

Rating: 4.9 Voti: 40
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Nell’ultima poderosa fatica letteraria di Marco Buticchi ritroviamo, alle prese con un nuovo affascinante “caso”, i due prodi ed altruisti personaggi ricorrenti dei suoi romanzi: Oswald Breil - ex agente del Mossad, ex vice-ministro della difesa, ex primo ministro d’Israele - uomo minuscolo (è quasi un nano), ma imbattibile; e Sara Terracini - storica e archeologa esperta nel restauro di preziosi reperti e nel decifrare antichi scritti - bella e dotata di ardimento e di rara intelligenza. Ritroviamo anche il Williamsburg, la magnifica imbarcazione attorno alla quale si era sviluppato il precedente romanzo di Buticchi, Il respiro del deserto. Un tempo appartenuta al presidente Truman, la nave è ora nella disponibilità di Oswald e Sara. E nelle teche del suo salone rilucono, allusivamente, gli oggetti magici che hanno costellato i precedenti romanzi dell’autore. Piacevole e non gratuito ammiccamento. Anche ne La voce del destino, infatti, il riferimento a “oggetti” carichi di significati simbolici è insieme spunto e sintesi della narrazione. Oggetti di cui Oswald Breil dice: “Non è importante se una reliquia è venerata come appartenente a questa o quella divinità. A renderla sacra sono i molti che hanno riversato in quell’oggetto speranze, angosce e paure; che hanno desiderato che la loro preghiera venisse ascoltata e che la loro vita potesse cambiare.”
 
E’ il destino a mettere Oswald e Sara sulla stessa strada di un’anziana clochard, il cui aspetto dimesso non offusca un’innata eleganza, segno di un passato di migliori fortune. I due non esitano a salvare coraggiosamente la donna da un (apparentemente) inspiegabile e cruento tentativo di rapimento. E scoprono che quella che nei bassifondi parigini è nota ai compagni di miseria come la vecchia Mel altri non è che Luce de Bartolo, la più grande soprano di tutti i tempi.
Perché Luce si nasconde sotto falso nome nelle pieghe miserabili di una vita randagia? Da cosa e da chi fugge? Sarà la stessa Luce a rivelarlo, confidando ai due salvatori il suo segreto e raccontando loro la sua movimentata esistenza, che (ancora) il destino ha voluto segnata dall’intreccio delle saghe di tre famiglie dalle umili origini - i De Bartolo, i Duarte e i Soriano - complici i giochi da bambini sui marciapiedi della città di Junín, in Argentina, negli anni fra le due guerre.
Mentre Luce sale le vette di una fulgida carriera da soprano di fama internazionale, Eva Duarte sposa il colonnello Juan Domingo Perón, diventando la mitica Evita, e i fratelli Soriano si separano, per percorrere strade molto diverse, ma mai del tutto divergenti. Ognuno di questi protagonisti, con il corollario di una moltitudine di altri intensi personaggi, giocherà il proprio ruolo (anche) in quella fase della Storia del mondo che va dalla massima affermazione nazifascista, al secondo conflitto mondiale, al tracollo del Reich, alle trame per riparare la fuga dei suoi artefici e per una sua restaurazione, sino ai giorni nostri.
 
Anche la lancia di Longino, l’arma che trafisse il costato di Cristo, attraversa il tempo e le vicende del romanzo: divenuta oggetto simbolico dell’abbietta ideologia nazista, che anche nell’esoterismo cercava forza e una legittimazione pseudo-magica, di tale rediviva ideologia continuerà a essere l’ispiratrice e il simulacro, ed è attorno a essa e a un’altra, sconcertante, “reliquia”, che vortica la spirale dell’avventura, fin dentro al cuore del finale.   

Leggendo i romanzi di Buticchi, ci siamo abituati a figurarci l’autore come un immaginifico io narrante, mago dei salti temporali e salgariano viaggiatore, in sorvolo sui secoli e ai quattro angoli del pianeta, capace di coinvolgere chi lo legge in avventure sconfinate come la fantasia, seppur sempre sapientemente ambientate nelle diverse epoche, grazie a una puntuale e documentata ricostruzione. In quel Buticchi la Storia è ingrediente importante, soprattutto come sfondo e pretesto del racconto. In questo nuovo lavoro l’autore è, più che mai, una voce “a fianco” e nella coscienza del lettore. Sebbene in premessa e nella conclusiva nota d’autore risulti evidente quanto Buticchi tenga a chiarire il confine fra ciò che “è Storia” e ciò che è la sua “realtà romanzesca”, forte e chiaro suona il suo monito di denuncia: degli orrori del nazifascismo e di ogni dittatura; degli odiosi progetti, mai del tutto sopiti, di restaurazione della sua folle base ideologica e per un suo nuovo avvento; delle oscure trame fra alte gerarchie nazifasciste, governanti complici, organizzazioni segrete, mafie e alta finanza; della colpevole responsabilità di coloro - spesso importanti esponenti del Vaticano – che si prestarono a favorire la fuga, lungo le ratlines e soprattutto verso il Sud America, di migliaia di spietati criminali che del nazifascismo furono la mente e il braccio. In questo nuovo lavoro la Storia diventa dunque la protagonista principale, comprimaria di Luce e della sua amica d’infanzia Evita. E la rinuncia a piani temporali plurimi, per focalizzarsi sostanzialmente su due sole epoche, quella passata, della parabola nazifascista, e quella presente, rafforza e insieme segnala questo intento narrativo. Un progetto di narrazione in cui a guadagnarci sono anche i personaggi, che, nella maggiore insistenza di attenzione, risultano più intensamente tridimensionali, più articolati, sia nelle estremizzazioni che nelle sfumature, e dotati di maggiore spessore psicologico. Oltre a Luce ed Evita, spiccano, solo per fare qualche esempio, Glauco Soriano, un sensazionale e emblematico “cattivo”, Matías Amparo, figura di rara articolazione caratteriale, e il colonnello Perón, visto da “dietro le quinte”.

Riconfermando il suo stile conciso e ritmato, denso di svolte e colpi di scena, il suo linguaggio suggestivo e privo di sofismi, il suo tratteggio impressionista di personaggi e sentimenti e la sua immediatezza descrittiva dei fatti, con La voce del destino Buticchi fa ancor più del suo solito. Grazie al potere evocativo di uno scrivere “epico” e alla piacevolezza di una narrazione vivida e sincopata, l’autore come sempre intriga, avvince, emoziona e appassiona. Appassiona alle sue storie – c’è tutto: azione, avventura, magia, mistero, episodi guerreschi, spionaggio, amicizia, passioni d’amore e drammi esistenziali - e alla Storia. In più alza il livello del lavoro di costruzione dei suoi protagonisti. E dice la sua, sul mondo, a chiare lettere. Missione non facile, in un romanzo che resta di splendida evasione, ma perfettamente compiuta. 
E’ cosa nota che gli allievi possano superare i maestri. Questa volta la questione è diversa: pare proprio che sia stato il Maestro dell’avventura a superare sé stesso, con questo romanzo ampio e maestoso, che, se fosse un film, sarebbe un kolossal, con un cast d’eccezione.


La voce del destino
Marco Buticchi
2011 - Longanesi (La Gaia Scienza)
pp. 651   € 19,90

Marco Buticchi (1957, La Spezia) risiede nel Golfo dei Poeti. E’ sposato con Consuelo, con la quale ha due figlie. Sua moglie è anche l’autrice delle illustrazioni del libro. In fondo ad ogni suo romanzo Buticchi ringrazia le “sue tre donne”: “quando le dita sulla tastiera si inceppano e non vanno avanti, è sufficiente la vostra felicità per far tornare la più feconda ispirazione”.
Laureato in Economia e Commercio, ha lavorato per diversi anni come trader petrolifero, viaggiando in tutto il mondo.
Il successo come scrittore è arrivato nel 1997, con il romanzo Le pietre della luna, il primo di una lunga serie pubblicata da Longanesi.
Oltre che scrittore è autore e conduttore per la TV, articolista e, durante la bella stagione, si occupa del suo stabilimento balneare, Il Lido di Lerici. Una divertita testimonianza su questo suo “secondo lavoro” è in Scusi bagnino, l’ombrellone non funziona (Longanesi, 2006).
E’ il primo e unico italiano incluso nella prestigiosa collana di Longanesi I Maestri dell'avventura, insieme a autori del calibro di Wilbur Smith, Patrick O'Brian e Clive Cussler. Nel 2008 è stato nominato Commendatore dal Presidente della Repubblica, per aver contribuito alla diffusione della lingua e della letteratura italiana anche all’estero.
Tradotto in diverse lingue, è un autore da un milione di copie vendute.

Tag:  Marco Buticchi, La voce del destino, Longanesi, Evita, Juan Domingo Perón, Argentina, nazifascismo, Vaticano, lancia di Longino

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