Brüja di Lilli Luini e Maurizio Lanteri

Un romanzo scritto a quattro mani, tre misteri incrociati, due protagonisti che (si) lasciano il segno, una Liguria da schianto

di Sabrina Minetti

Pubblicato mercoledì, 4 gennaio 2012

Rating: 4.9 Voti: 14
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Brüja, nel dialetto ligure che si parla in quel di Viozene e dintorni, significa brucia. Con la medesima ortografia, in lingua spagnola si traduce strega. E le streghe, sovente, finiscono bruciate. Curioso collegamento semantico. C’è fuoco, in effetti, in questo romanzo. In senso letterale e in senso lato. E tanti sono i collegamenti grazie ai quali si incontrano, nei quali incappano e sui quali si ritrovano ad investigare i due protagonisti della storia.
Lei, Consuelo Salini, in “arte“ Sally, è una escort genovese (si noti che quando il romanzo è stato scritto gli italici scandali a sfondo sessuale ancora non avevano infarcito le cronache dei notiziari). E’ bellissima, colta, intelligente, e veleggia libera e indipendente sulla cresta dell’onda di una professione - versione alto bordo - di cui né si pente né si vergogna. Lui, Jacopo Bignone, in “arte” JB, di Albenga, è l’erede predestinato a rilevare la bottega dei genitori, una tranquilla coppia di salumieri di provincia, ma coltiva velleità da cronista locale freelance, consacrando il tempo libero agli amici del bar, ai tornei di freccette e a una placida e non troppo impegnativa fidanzata.
 
L’incontro fra Consuelo-Sally e Jacopo–JB è fortuito. E drammatico. Jacopo, accorso in cerca di scoop sul luogo del ritrovamento del cadavere di una giovane donna, che parrebbe vittima di un pirata della strada, incontra una Consuelo spaventata e in fuga su una strada di montagna. Un sodalizio più forte delle loro stesse intenzioni si instaura da subito fra i due e li conduce a indagare, partendo proprio da quell’incidente, che incidente non è, su inquietanti misteri incrociati che attraversano settant’anni di storia locale e d’Italia, e che si intrecciano alle vicende familiari della bella escort: dalle ombre lunghe di oscuri episodi fra odio e superstizione ai tempi della Resistenza, agli anni di piombo, fino alle bieche alleanze dei giorni nostri fra politica, mafia (in questo caso dell’est) e interessi economici.

E da subito si fa irresistibile il duetto a capitoli alterni dei due “io narranti”, Jacopo e Consuelo, per l’appunto. Ciascuno è alle prese con il proprio vissuto, è in balia delle proprie emozioni e reazioni, è guidato dal proprio punto di vista e da implicazioni personali. Ma contemporaneamente obiettivi e desideri sempre più complici li uniscono e la curiosità di addentrarsi nel loro rapporto si somma alla suspense che percorre l’intreccio, impegnativo e ben ordito, alla sorpresa per gli incessanti colpi di scena, che non risparmiano nessuno dei sempre indovinati personaggi del romanzo, allo stupore per gli inattesi ma credibilissimi risvolti.

L’avvincente e documentata trama è sorretta da una tecnica narrativa evidentemente collaudata, ma mai invadente e abilmente messa al servizio di un genuino talento. Lo scrivere asciutto e raffinato, il fraseggio sincopato, lo stile sorprendentemente omogeneo dei due autori, sono sempre efficacissimi. Formidabile è la rappresentazione di paesaggi e atmosfere, anche interiori. Il lettore è “dentro ai protagonisti”, Consuelo e Jacopo in primis, e dentro ai luoghi e alle situazioni. Lo scenario è composito, attuale, realisticamente intricato. L’azione fila che è un piacere, animata dall’ottima caratterizzazione dei personaggi, da dialoghi vividi e da sapienti cambi “d’inquadratura”.
 
E’ Jacopo, in uno straordinario intermezzo, a mettere una pietra miliare sul corso della narrazione. Il suo racconto di un trial mozzafiato con gli amici lungo la Via del Sale è solo apparentemente una pausa di stacco dall’avvincente vicenda giallo-noir. L’avventuroso tour non solo segna il confine al di là del quale l’orizzonte dei misteri comincerà a schiarirsi e tutto non sarà più come prima, compresa la vita sua e di Consuelo, ma è anche una splendida metafora del viaggio dei protagonisti. Viaggio fisico, da un capo all’altro di una Liguria bella, tortuosa, variata, intensa, che ti resta dentro proprio come a viverla in diretta. Viaggio investigativo che, come in un trial, affaccia su “panorami” negati ai pavidi e a chi non vuol vedere, ma anche sull’orlo di micidiali strapiombi, da costeggiare a filo di gas, perché pronti a inghiottire chi troppo osa. E viaggio interiore, da una parte fino alle radici del proprio essere e del proprio sentire, delle proprie paure e del proprio equilibrio e, dall’altra, in vista dei propri più insospettati orizzonti.
 

Maurizio Lanteri nasce ad Albenga nel 1955. Medico Chirurgo specializzato in Pediatria presso il Gaslini di Genova, vive a Garlenda, in Liguria. Esordisce come scrittore nel 2001 con il thriller Io ti cerco. L'anno dopo è tra i vincitori del concorso Cuore di Tenebra con La notte del Caprano.
Ama il mare e la natura, mentre detesta cordialmente la città. Nella coppia, lui è l'allodola che scrive al mattino.
 
Lilli Luini nasce a Varese nel 1957. Si laurea alla Statale di  Milano con una tesi in sociologia sulla Scuola di Palo Alto. Vive  sul Lago Maggiore, a Taino, e lavora in campo finanziario.
Nata ai piedi delle Prealpi, ama il caos delle metropoli e passa le vacanze al mare. Nella coppia è la civetta che crea dopo il tramonto. Quando incontra Maurizio sul Web - è l'anno 2003 - fa la editor in un sito di scrittori esordienti  e ha iniziato da poco a scrivere in proprio.
Insieme hanno pubblicato La casa del priore (2006), Non tornare a Mameson (2007),L a forgia del diavolo (2009) e hanno curato la raccolta di raccontiLa contessa del campo dei fiori (2007).
 
Il romanzo Brüja si è classificato al secondo posto nell’ambito del Festival Nebbia Gialla 2011 di Suzzara.
 
Brüja
Di M. Lanteri, L. Luini
2010, Todaro Editore - Le impronte
pp. 292      Euro 16,00
Tag:  Brüja, Lilli Luini, Murizio Lantieri, Todaro Editore, strega, fuoco, escort, Resistenza, anni di piombo, mafia dell’est, Liguria, Via del Sale, Festival Nebbia Gialla

Commenti

04-01-2012 - 14:45:33 - Cristina
bellissima recensione! complimenti Sabrina!
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